a piedi, a cavallo e in autobus: un pellegrinaggio millenario
«E le tre person divine, Padre, Figlio e Spirito Santo…». Suona più o meno così il canto dei pellegrini che salgono al santuario della Santissima Trinità.
E ieri non sono stati certo il vento e la pioggia a fermare la marcia e a scoraggiare i cori dei fedeli. Quella vecchia litania ha risuonato per le valli dei monti simbruini, da Vallepietra a Camerata Nuova, da Cappadocia a Tagliacozzo, da Guarcino ad Arcinazzo. Così, all’alba, trentamila anime piene di riconoscenza e gratitudine si sono ritrovate per pregare nel piccolo santuario ai piedi dell’alta rupe dalle quale precipitarono i buoi della leggenda. È sì, perché voce di popolo vuole che un contadino che stava arando un campo vedesse precipitare i suoi buoi nel dirupo insieme all’aratro. Gli stessi buoi che il contadino, accorso in fondo al burrone, vide poi in ginocchio davanti all’immagine della Trinità apparsa sulla parete della roccia vicono alla grotta. Ieri, dopo il grande raduno nel «campo degli storpi», disseminato di croci messe lì da chi ha ricevuto la grazia, è stata la volta del tradizionale Pianto delle Zitelle, rievocazione cantata della Passione di Cristo eseguita da venti ragazze di Vallepietra. Riuniti in una settantina di «compagnie», ognuna delle quali preceduta dallo stendardo con la raffigurazione delle Tre persone della Trinità, i pellegrini hanno visitato la grotta dove dall’undicesimo secolo è venerata l’immagine della Trinità impressa su una parete di roccia, ripetendo il gesto di strisciare la mano destra sulle pareti della grotta in segno di penitenza. «È sempre grande – ha detto don Alberto Ponzi, rettore del Santuario – il richiamo di questo luogo dove la Fede e la bellezza della natura provocano grandi emozioni suscitando le stesse sensazioni in chi lo ha già visitato e in coloro che vi giungono per la prima volta. Lo scorso anno sono state circa 600 mila le persone che dal primo maggio al 31 ottobre, periodo dei pellegrinaggi, hanno raggiunto il Santuario, agevolate dalla sistemazione della strada provinciale che risale per 12 chilometri da Vallepietra, ma anche dall’apertura dell’ostello «Giovanni Paolo II», dall’ampliamento dei parcheggi e delle aree di sosta nonché dall’attivazione di nuovi servizi per i pellegrini e dallo speciale trasporto per disabili.
Il Tempo lunedì 4/6/2007
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