Accade ormai da tre anni.
Ad ogni inizio della stagione turistica, non appena la città comincia a riempirsi di vacanzieri, il servizio va in tilt. La raccolta dei rifiuti non funziona. Per giorni e giorni si è creduto alla giustificazione ufficiale:
mezzi in riparazione della società preposta in riparazione. Migliorato di appena un pò il ritiro dei rifiuti solidi, peggiora la raccolta differenziata. E’ il gioco della coperta troppo corta. Ci si copre da una parte, ci si scopre dall’altra. Lo scempio che mostriamo nella foto è stato rilevato ieri pomeriggio e ancora una volta in via Lungo Imele, incrocio con via Madonna della Stella. Sdegno e proteste dei cittadini non servono più a nulla. Una montagna di bottiglie di plastica e vetro, cartoni, giornali e affini, invadono la strada. E ieri era anche giorno di mercato. I numerosi cassonetti posizionati in quadrilatero, danno così l’esatta descrizione di una discarica a cielo aperto. Uno schifo inguardabile. Si parla di Via Lungo Imele soltanto perché eletta al rango di regina dei rifiuti. Ma in altri punti nevralgici della città le cose non vanno meglio. C’è chi continua impunemente ad ammassare scatole, scatoloni, bottiglie e bottigliette fuori dai cassonetti stracolmi e chi continua imperterrito a non svolgere il servizio di raccolta. Da oasi di pace e di verde, a isola dei rifiuti. Continuano a stupire i motivi per i quali Tagliacozzo sia così improvvidamente trascurata nonostante il suo peso di maggiore azionista in seno alla società costituitasi nel comprensorio per la raccolta differenziata dei rifiuti. E da stamattina prende il via anche la festa rinascimentale. Per tre giorni migliaia di persone si riverseranno in città. Conclusioni più che ovvie se non si pone subito rimedio alla situazione. L’amministrazione comunale avrebbe fatto sentire la sua voce. Proteste, contestazioni, relazioni e documentazione fotografica sullo stato delle cose. Sono comunque in pochi a credere che tutto il pandemonio scatenatosi intorno ai rifiuti si sia generato per semplici e banalissimi inconvenienti meccanici ai mezzi di raccolta. Ma se le cause fossero davvero queste, Tagliacozzo non può assoluttamente permettersi il lusso di compromettere la propria immagine per simili ragioni. (Il Tempo)
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