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	<title>Taliacotum.it &#187; Scritti Vari</title>
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	<description>il più bel paese della marsica (mondo)</description>
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		<title>Borjes e la storia minuscola</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 23:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovjaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti Vari]]></category>
		<category><![CDATA[Talia News]]></category>

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		<description><![CDATA[Mala tempora currunt. L’inaugurazione del busto di Borjes nel centro di Tagliacozzo è un segno. Per di più, come manifestazione collegata alle celebrazioni dei 150 anni dall’Unità d’Italia, esprime una contraddizione talmente stridente che l’insofferenza viene per lo più sopraffatta dall’indifferenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="clear:left;float:right;padding-top: 20px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://taliacotium.it/borjes-e-la-storia-minuscola.html"></a></div><p><a href="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/12/jborjes.jpg" rel="lightbox[2407]"><img class="alignleft size-medium wp-image-2411" title="jborjes" src="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/12/jborjes-215x300.jpg" alt="jborjes 215x300 Borjes e la storia minuscola" width="215" height="300" /></a>Mala tempora currunt. L’inaugurazione del busto di Borjes nel centro di Tagliacozzo è un segno. Per di più, come manifestazione collegata alle celebrazioni dei 150 anni dall’Unità d’Italia, esprime una contraddizione talmente stridente che l’insofferenza viene per lo più sopraffatta dall’indifferenza.<br />
Ora, alcuni punti vanno messi in chiaro. Il Risorgimento non fu un movimento degno della lettera maiuscola. Fu molto diverso da quanto ci hanno tramandato una lettura semplificata della storia e la ricerca di miti fondativi da parte del Fascismo. Un regime totalitario ha bisogno di simboli e monumenti. In realtà, più che imprese ed eroi, ci furono molte ombre e ambiguità nelle storie di tutti i protagonisti: Mazzini e Garibaldi, Pio IX e i Savoia. Questi ultimi, va detto, molto meno “nobili” dei Borbone dal punto di vista morale e personale, come risulta dagli epigoni della dinastia che imperversano nel peggior gossip odierno.<span id="more-2407"></span><br />
Ma veniamo a cose serie: il Brigantaggio fu una reazione all’unificazione che aveva diverse matrici. Ci fu certo chi aveva creduto, o almeno sperato che con l’unità sarebbe arrivata anche una liberazione dal secolare malgoverno e un qualche miglioramento dal punto di vista sociale ed economico. Sul fuoco di questa delusione delle aspettative soffiarono i grandi latifondisti, i nobili della corte napoletana e l’alto clero per fomentare forme di resistenza che si voleva avessero intenti legittimisti borbonici. È la più classica delle “reazioni”, dopo quella vandeana. Quella che si scatenò in alcune contrade meridionali non fu altro che una guerra, o meglio una guerriglia civile. È normale che tutti i nemici presi e fucilati furono indicati dai Piemontesi come pericolosi malviventi. Ed è certo anche che se avessero prevalso i Borboni quelli sarebbero diventati martiri immolatisi nella resistenza contro “l’invasione dei massoni piemontesi” (così diceva mia nonna, ottocentesca papalina, rivelando perfettamente il punto di vista della sua parte).<br />
E veniamo al lato economico. Una vulgata recente, priva di ogni fondamento scientifico, vuole che il Meridione fosse molto ricco al momento dell’unificazione. Alcuni dicono addirittura “la regione più sviluppata d’Europa”, sconfinando nel ridicolo. A parte che la parola “sviluppo” meriterebbe un approfondimento che in queste poche battute non può essere neanche accennato. In ogni caso, anche qui è bene specificare che è vero che in quell’epoca c’erano nel Sud alcuni interessanti centri industriali. Ma è indiscutibile che, in generale, si era da tutti i punti di vista molto indietro rispetto a zone come l’Inghilterra (dove un secolo prima era nata la rivoluzione industriale), la Francia, il Belgio, la Svizzera. Non a caso, le aree cui si riversarono, a partire dalla fine del secolo, milioni di nostri emigranti. E sì perché va anche detto che il nuovo regno d’Italia, forse perché vittima del suo carattere profondamente conservatore e quindi timoroso degli sviluppi che avrebbero potuto avere politiche troppo avanzate, poco o nulla fece per cambiare la situazione socio-economica meridionale. Si limitò a estendere la legislazione liberista favorevole all’esportazioni dei prodotti serici piemontesi, lasciando le nascenti realtà industriali senza alcuna protezione e quindi condannandole all’emarginazione. La Destra Storica, per raggiungere il pareggio del bilancio del 1876 si accanì sui meno abbienti con pesanti imposizioni. Si alleò e appoggiò i grandi latifondisti, non modificando affatto la condizione di secolare subordinazione delle masse contadine. Capitali, risorse e lavoratori subirono un massiccio trasferimento verso Nord. Atteggiamenti che si ripetono puntualmente e ci portano fino ai nostri giorni.<br />
Un altro esempio: da quando l’Europa ha cominciato a unificare le sue politiche, il nostro Sud è stato insieme all’Irlanda la regione che ha ricevuto più fondi comunitari. La sua arretratezza però non è stata intaccata, in quanto i soldi non hanno fatto altro che alimentare i canali che da sempre reggono il consenso in maniera, ahimé, per certi versi ancora feudale. Dal barone, al mafioso, al notabile democristiano il passo è molto breve.<br />
Non c’è bisogno di scomodare il fior fiore degli storici per ribadire che la “questione meridionale” ha radici molto antiche, che giungono dall’alto medioevo, l’età dei Comuni al Centro-Nord e i Normanni e gli Arabi a Sud. Sarebbe assurdo attribuirla interamente alle colpe (che ci furono!) delle politiche o delle mancate politiche del nuovo Regno. Certo che non saremmo qui a discuterne ancora se in questi 150 anni si fosse fatto un millesimo di quanto hanno fatto i tedeschi per riassorbire e integrare in pochi anni ciò che restava della Germania Est.<br />
Quanto al fatto del busto di borjes, vorrei dire che si tratta di un episodio così secondario che non può neanche essere considerato indicatore della tradizionale tendenza reazionaria che serpeggia tra le nostre genti. Da Italiani, comunque orgogliosi di aver ereditato una Patria che ha riunite le nostre caratteristiche nazionali (scacciando anche l’iniquo viceregno spagnolo e il papa-re) possiamo prendere in prestito una frase: perdoniamoli, non sanno quel che fanno!</p>
Letture:2578<img src="http://taliacotium.it/?ak_action=api_record_view&id=2407&type=feed" alt=" Borjes e la storia minuscola"  title="Borjes e la storia minuscola" />]]></content:encoded>
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		<title>Apriamo un asilo nido familiare ?</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 15:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>casale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti Vari]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="clear:left;float:right;padding-top: 20px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://taliacotium.it/apriamo-un-asilo-nido-familiare.html"></a></div><p><a href="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/09/asilo.jpg" rel="lightbox[2363]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2394" title="asilo" src="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/09/asilo-150x150.jpg" alt="asilo 150x150 Apriamo un asilo nido familiare ?" width="150" height="150" /></a>Mamme abruzzesi, marsicane, nella zona Tagliacozzo l&#8217;offerta di asili nido è davvero scarsissima! Un gruppo di genitori si sta organizzando in proprio, abbiamo un progetto, vorremmo aprire un asilo nido familiare, chiamato anche Tagesmutter, in zona Tagliacozzo-Scurcola. E lo vorremmo aprire davvero speciale, seguendo la pedagogia steineriana, senza scopo di lucro, stiamo pensando a un&#8217;associazione no profit per gestirlo, l&#8217;obiettivo è avere il massimo della qualità per i nostri bambini!<br />
Ecco la pagina che abbiamo creato, dove si spiega così un tagesmutter e cos&#8217;è la pedagogia steineriana, mamme, se siete interessate contattateci!</p>
<p>http://www.casalelecrete.it/tagesmutter.htm</p>
Letture:8963<img src="http://taliacotium.it/?ak_action=api_record_view&id=2363&type=feed" alt=" Apriamo un asilo nido familiare ?"  title="Apriamo un asilo nido familiare ?" />]]></content:encoded>
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		<title>Vince la musica e l&#8217;arte di osare.</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 08:58:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>reficul</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="clear:left;float:right;padding-top: 20px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://taliacotium.it/vince-la-musica-e-larte-di-osare.html"></a></div><p><a href="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/08/foto.jpg" rel="lightbox[2370]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2374" title="foto" src="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/08/foto-150x150.jpg" alt="foto 150x150 Vince la musica e larte di osare." width="150" height="150" /></a>Emozioni di Mezza Estate &#8211; Il  gesto deciso del primo cenno di orchestra subito dissimula l’intenzione di costruire suoni che si rincorrono tra le suggestive architetture di Piazza dell&#8217;Obelisco. Melodie incalzanti che coinvolgono l’attenzione e l’animo trascinando lo spettatore in un viaggio fantastico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-2370"></span></p>
<p>Mentre il suono prende aria, l’attento e compiaciuto direttore sembra chiedere al motivo di concedergli altro tempo. Ma al maestro Luigi Poggiogalle basta un attimo perché di nuovo la prima nota fa capolino e poi la seconda e a seguire le altre pronte lì a reclamare il proprio spazio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ormai la musica va e si diffonde per vicoli e case, la piazza è gremita di gente e l&#8217;aria impregnata di emozione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217; la naturale risposta alle critiche&#8230; una risposta fatta di poche parole e di tanta buona musica&#8230; la Banda Città Di Tagliacozzo vince, la musica vince risolvendo tutto con una pacata e piacevole serata, una festa nel Festival.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spero che il mio modesto contributo sia risultato, alla luce dei fatti, utile alla buona riuscita della serata&#8230; del resto solo chi non prende mai decisioni è destinato a non sbagliare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un sincero ringraziamento a nome di tutta l&#8217;Amministrazione comunale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gabriele Venturini</p>
<p>&nbsp;</p>
Letture:9150<img src="http://taliacotium.it/?ak_action=api_record_view&id=2370&type=feed" alt=" Vince la musica e larte di osare."  title="Vince la musica e larte di osare." />]]></content:encoded>
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		<title>Provincialismo e Considerazioni sul Festival Internazionale di Mezza Estate</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 08:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>reficul</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti Vari]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="clear:left;float:right;padding-top: 20px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://taliacotium.it/provincialismo-e-considerazioni-sul-festival-internazionale-di-mezza-estate.html"></a></div><div>
<div>
<p><a href="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2010/07/lettera-aperta.jpg" rel="lightbox[2358]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1916" title="lettera-aperta" src="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2010/07/lettera-aperta-150x150.jpg" alt="lettera aperta 150x150 Provincialismo e Considerazioni sul Festival Internazionale di Mezza Estate" width="150" height="150" /></a>Sono amministratore da un paio di mesi, fino a pochi giorni fa ero un &#8220;normale&#8221; (si fa per dire) ragazzo (anche qui si fa per dire) tagliacozzano. Ho sempre avuto un rapporto con il festival controverso, più male che bene, non tanto per la programmazione, ma per il fatto che spesso si identificano le manifestazioni con chi le organizza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo porta a valutare il tutto in base alle simpatie/antipatie e trascurare la cosa più importante, la proposta culturale. E&#8217; un chiaro esempio di provincialismo&#8230; e sono il primo a riconoscerne il sintomo. <span id="more-2358"></span>A questo punto foss&#8217;anche un banale luogo comune, dico che il problema è riuscire ad attribuire a Tagliacozzo un&#8217;identità condivisa, nella quale i suoi abitanti possano riconoscersi, chi siamo? (io un&#8217;idea ce l&#8217;ho). Se non si capisce questo, dal sogno di ergerci a capitale culturale della marsica, nel giro di pochi anni Tagliacozzo sarà destinata a perdere completamente questo ruolo, una città senza identità (e senza patate) e non basterà a riscattarla dal suo provincialismo organizzare eventi &#8220;spaziali&#8221;, immaginando di essere a Cannes e ritrovandosi piuttosto ad Algeri. C&#8217;è veramente bisogno di sostegno!! di collaborazione, un coinvolgimento di tutta la comunità, Sante Marie ha la festa della Castagna, Avezzano è in cerca di un&#8217;identità (non regaliamogli la nostra), noi abbiamo il FESTIVAL&#8230; iniziamo a conoscerlo prima di parlarne male.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi, troppo spesso, il tagliacozzano con un incoscente masochismo critica (spesso senza cognizione) la cosa migliore che abbiamo. In compenso, come se non bastasse, si inseguono stravaganti mode e tendenze che poco (o nulla) hanno a che fare con la cultura o meglio, con LA NOSTRA CULTURA, la nostra storia, la nostra IDENTITA&#8217;. Si, questa è l&#8217;immagine ideale del provincialismo tagliacozzano, secondo il famoso slogan: Dell&#8217;essenziale ci manca tutto, del superfluo non ci facciamo mancare nulla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tornando al Festival sarebbe bello poter discutere sul perchè non piace a tanti Tagliacozzani e non stare a commentare critiche preconcette che non fanno altro che accrescere il disamore per quanto di più alto e sublime ingegni esemplari hanno prodotto nel corso dei secoli. Critiche asfittiche prive di mordente, che con mirati e fuorvianti arzigogoli tendono ad allontanare le giovani menti dal contatto con un mondo fantastico e coinvolgente che non farebbe altro che giovare ai ragazzi tagliacozzani (io porterò mio figlio di tre anni a molti spettacoli).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da tempo, infatti, in nome d’una critica sempre più vuota, si combatte una crociata contro questo festival così&#8230; tanto per. Questo mio sfogo è anche, e soprattuto, autocritica e forse se non fossi stato costretto dal mio nuovo ruolo non sarei stato contaggiato da questa realtà tagliacozzana&#8230; oggi però rimpiango di aver perso negli anni tanti momenti unici ed irripetibili, rimasti a testimonianza dei miscredenti solo grazie a polverosi articoli di giornale. Ma questa nota è anche un invito, un provare a vivere in prima persona questi spettacoli di rara bellezza, spettacoli che incastonati nella nostra bellissima cittadina diventano qualcosa di veramente RARO.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fatto questo, dopo aver provato queste emozioni, sarà ancora più facile e utile sedersi tutti intorno ad un tavolo e parlare del futuro del Festival.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricordo, infine, che questa manifestazione anche quest&#8217;anno è cofinanziata dal MIBAC con i fondi FUS (iniziative di carattere e rilevanza nazionale in Italia o all&#8217;estero), finanziamento a cui si accede con estrema difficoltà perchè legato alla storia e alla qualità del programma della manifestazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buon Festival</p>
<p>Gabriele Venturini</p>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
Letture:10373<img src="http://taliacotium.it/?ak_action=api_record_view&id=2358&type=feed" alt=" Provincialismo e Considerazioni sul Festival Internazionale di Mezza Estate"  title="Provincialismo e Considerazioni sul Festival Internazionale di Mezza Estate" />]]></content:encoded>
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		<title>La &#8220;sorpresa&#8221; di Trenitalia</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 08:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tagliacozzano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La &#8220;sorpresa&#8221; di Trenitalia
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			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="clear:left;float:right;padding-top: 20px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://taliacotium.it/la-sorpresa-di-trenitalia.html"></a></div><p><a href="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/06/treno.jpg" rel="lightbox[2351]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2319" title="treno" src="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/06/treno-150x150.jpg" alt="treno 150x150 La sorpresa di Trenitalia" width="150" height="150" /></a>La &#8220;sorpresa&#8221; di Trenitalia</p>
<p>Allora non è servito a niente. La lotta fatta lo scorso anno (interviste a Report Rai Tre, incontri con giornalisti locali) per scongiurare la soppressione, o quantomeno la riduzione del trasporto su rotaia (sembra che alcune corse vengano sostituite con servizio bus navetta delle FS), è servita solo momentaneamente per rimandare il tutto. I primi sentori di un taglio netto ai trasporti su rotaia si sono ravvisati nell’ ultimo orario stagionale estivo introdotto il 13 Giugno 2011, dove le modifiche apportate ad alcuni treni, hanno affossato il treno 2376 (fino ad allora l’ unico treno utile rimasto). I treni chiamati in causa sono: il 12275 ed il 2377. Inizialmente, ignari ed indispettiti da un cambiamento cosi radicale dell’ orario, entrambi anticipati, (riferimento stazione di Tagliacozzo), il 12275 dalle 19.20 è passato alle 18.38, mentre il 2377 dalle 21.24 è passato alle 19.56, abbiamo sperato in un cambiamento proficuo, ma ci hanno gettato fumo negli occhi dicendo (tramite organi di stampa, osannanti) che il cambiamento avrebbe permesso un maggiore afflusso di viaggiatori, e importanti coincidenze con altre ferrovie locali. Tutto falso. Il treno 2376 Roma-Pescara  delle 18.35 ha subito un colpo mortale per la sua percorrenza, arrivando di fatto sempre in perenne ritardo di almeno 8-15 minuti (riferimento Tagliacozzo). Ora giunge voce che anche gli ultimi due treni in partenza da Roma, il 24064 (partenza 19.51) ed il 24070 (partenza 20.49), verranno tagliati, di cui uno dei due verrà sostituito con un bus navetta. Perché tutto questo? Perché un cosi radicale cambiamento con delle spiegazioni di migliorie nel trasporto, mentre la realtà dei fatti è un’ altra? Tirando le opportune somme, l’ unica spiegazione plausibile è quella del taglio dell’ ultimo turno di lavoro, con treni soppressi e stazioni fuori servizio, disabilitate, e chiuse durante tutta la notte, dalle 22 alle 5 di mattina. Questo spiega anche il giro di personale viaggiante, con cambi e sostituzioni in corsa (sul 2376 il cambio del personale viene fatto nella stazione di Tivoli). Di fatto verranno a mancare gli elementi fondamentali di garanzia della copertura del servizio, perché se, per caso, anche i treni della mattina verranno toccati da questa mannaia, allora si che il problema “mantenere il posto di lavoro” sarà tragico. Arrivare in ufficio alle 8 di mattina sarà impossibile, come ritornare la sera (per chi fa dei turni o straordinari) sarà difficilissimo dopo le 20. Chi dobbiamo ringraziare per tutto questo, chi è l’ artefice di un cosi tragico epilogo per il trasporto ferroviario abruzzese? Assessore Morra, sia chiaro, perché girano queste voci, sono vere o false, cosa c’è di vero, è giusto tagliare un servizio, perché limitare un dovere ed un diritto sacrosanto per noi pendolari? Abbiamo famiglia, i ragazzi studiano, non è colpa nostra se il posto di lavoro o di studio non è sotto casa. VOI, ci dovete garantire questo servizio, siete stato incaricato per tutelarci, ed allora fatelo. Siamo padri di famiglia, studenti, giovani che si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro, giovani che già lavorano con contratto a scadenza e non possono fare tardi o mancare al lavoro, pena il richiamo o la perdita dello stesso, qualcuno si è già disamorato del servizio offerto. Siamo consapevoli delle difficoltà, ma abbiamo il diritto di avere una tutela una garanzia per far si che si mantenga senza ulteriori sacrifici il proprio posto di lavoro. E Dio solo lo sa quanto è difficile oggigiorno mantenersi un posto di lavoro.  Aspettiamo sempre qualche contatto e considerazione, almeno per una smentita.</p>
<p>Daniele Luciani</p>
Letture:3210<img src="http://taliacotium.it/?ak_action=api_record_view&id=2351&type=feed" alt=" La sorpresa di Trenitalia"  title="La sorpresa di Trenitalia" />]]></content:encoded>
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		<title>La Morte del treno 2376</title>
		<link>http://taliacotium.it/nuovi-orari-linea-ferroviaria-roma-pescara-la-morte-del-treno-2376.html</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 06:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tagliacozzano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti Vari]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentile Redazione , sono un pendolare della linea ferroviaria Roma-Pescara, e vorrei portarvi a conoscenza dei continui disagi, disservizi, malfunzionamenti e via discorrendo che continuamente vengono sistematicamente perpetrati nei nostri confronti. Capisco che questo è un problema a voi già noto non foss’altro perchè quello dei trasporti è “il problema” comune a tutti i pendolari italiani, ma la nostra linea ferroviaria essendo una tratta quasi esclusivamente di montagna, ha le sue importanti problematiche, sia esse di natura Tecnica che Geologica Ambientale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="clear:left;float:right;padding-top: 20px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://taliacotium.it/nuovi-orari-linea-ferroviaria-roma-pescara-la-morte-del-treno-2376.html"></a></div><p><a href="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/06/treno.jpg" rel="lightbox[2299]"><img class="alignleft size-medium wp-image-2319" title="treno" src="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/06/treno-300x226.jpg" alt="treno 300x226 La Morte del treno 2376" width="210" height="158" /></a>Nuovi Orari Linea Ferroviaria Roma-Pescara – La Morte del treno 2376.</p>
<p>Gentile Redazione , sono un pendolare della linea ferroviaria Roma-Pescara, e vorrei portarvi a conoscenza dei continui disagi, disservizi, malfunzionamenti e via discorrendo che continuamente vengono sistematicamente perpetrati nei nostri confronti. Capisco che questo è un problema a voi già noto non foss’altro perchè quello dei trasporti è “il problema” comune a tutti i pendolari italiani, ma la nostra linea ferroviaria essendo una tratta quasi esclusivamente di montagna, ha le sue importanti problematiche, sia esse di natura Tecnica che Geologica Ambientale.<span id="more-2299"></span><br />
Tecnica; perché il fabbisogno quotidiano di materiale efficiente è fondamentale per una linea<br />
ferroviaria di montagna, le salite, le discese, le arrampicate sono tipiche per queste zone, e specialmente nel periodo invernale con la neve è essenziale che il materiale sia perfetto.<br />
Geologica Ambientale; perché essendo una tratta montagnosa, la velocità è limitata e di<br />
conseguenza la percorrenza si fa abbastanza lunga anche per dei tratti relativamente brevi, e quindi la<br />
comodità del materiale è anch’essa fondamentale ……… per le nostre povere ossa ….. ed altro.<br />
Parlare di ferrovia di montagna è immediato il pensiero verso il turismo, gite attraverso i nostri monti, passeggiate salutari attraverso i nostri boschi, ruscelli limpidi ed immacolati, quindi il problema trasporti và secondo me affrontato anche e soprattutto con le istituzioni comunali, coinvolgendo anche i vari assessorati preposti all’ uopo, nonché la Regione Abruzzo stessa. Incentivare il turismo, fonte importantissima per la nostra comunità, vuol dire anche creare posti di lavoro e tutto l’ indotto ad esso collegato. Voi vi domanderete ma tutto questo discorso che cosa centra? E’ evidente che di tutto ciò che ho<br />
citato in precedenza non c’è nulla che corrisponda ad una linea ferroviaria perfettamente funzionante.<br />
Il materiale, con le sue carrozze  vecchie di quarant’anni “ristrutturate”,  il cui ammodernamento ha portato allo sviluppo di sedili per passeggeri ,ergonomicamente parlando, assolutamente dal design inaccettabile, soprattutto per la loro scomodità, ed inadatto ad un viaggio di “quattro” ore da Roma a Pescara. Ecco la percorrenza della nostra linea ferroviaria è il nodo dolente, perché negli ultimi anni è andata aumentando a dismisura, la lunghezza della linea è rimasta sempre la stessa, quindi non si spiega come la Tecnologia possa regredire cosi in modo preoccupante. Nel mio caso il tragitto Roma &#8211; Tagliacozzo di circa 93 km, viene fatto in circa due ore di percorrenza (quando si rispetta l’orario) utilizzando un treno locale il percorso si allunga di circa mezz’ora. Quindi incentivare il turismo vuol dire anche rendere più comodo e spedito il tragitto, in modo da tralasciare l’ utilizzo dell’ automobile. Soprattutto tenendo conto nel prossimo imminente futuro, del “balzello” da pagare per il Raccordo Anulare, e noi faremo parte della categoria soggetta al pagamento. Stanno già programmando i Telepass. Notizia riportata dai quotidiani.<br />
Pertanto sarebbe bello che le Amministrazioni Locali affrontassero questo problema, e risolverlo sarebbe una vittoria anche per noi pendolari che utilizziamo il treno per raggiungere il posto di lavoro o di studio.  Per quanto mi riguarda, la nuova Amministrazione Comunale di Tagliacozzo sembra molto sensibile al problema e nella persona del Sig. Sindaco Maurizio Testa (ex pendolare e quindi conoscitore del disagio)si stà cercando di sensibilizzare il più possibile l’ opinione pubblica e politica della zona affinchè il problema stesso venga quantomeno affrontato, e se a parlarne sono le persone raffiguranti le istituzioni sarebbe il massimo. Come dire, andare in “guerra” utilizzando le “armi” giuste. Quindi grazie alla nuova Amministrazione Comunale di Tagliacozzo.<br />
Il motivo di questa mia lettera chiaramente è anche un altro e soprattutto è dovuto alla nostra esasperazione nel subire le continue angherie che Trenitalia ci riserva a cadenza semestrale, ultima è il cambiamento del nuovo orario estivo ferroviario, entrato in vigore il giorno 13 Giugno 2011.<br />
Ebbene il nuovo orario ha prodotto la “Morte” del treno 2376 in partenza da Roma Tiburtina e diretto a Pescara, praticamente l’ ultimo treno utile per i pendolari e studenti che ritornano a casa dopo una giornata di lavoro o di studio, alcuni come me stanno fuori casa anche 15-16 ore, partendo la mattina alle 5 con il primo treno per Roma, il conto è presto fatto. Non si capisce il motivo di questo cambiamento, un treno fino ad ora “perfetto” è diventato un treno morto assassinato. Con il nuovo orario la percorrenza è stata aumentata di 2 minuti (sulla carta) ma di fatto è aumentato di 15 minuti, e tutto questo è dovuto al numero di incroci (tre) che deve sopportare, Bagni di Tivoli-Mandela-Colli di Monte Bove. Perché tutto questo, perché un treno che riporta a casa i lavoratori e studenti pendolari abruzzesi è costretto alla triplice sosta forzata con dei treni semi vuoti che portano solo saltuari viaggiatori e personale FS? Hanno rovinato anche questo treno, perché i tanto decantati treni (come riportavano i giornali negli ultimi giorni) che hanno modificato sensibilmente negli orari hanno di fatto affossato l’ unico treno “Buono” rimasto lungo la nostra tratta ferroviaria. Gli incompetenti studiosi dei nostri orari ferroviari hanno commesso l’ ennesimo crimine. Ma la direzione delle FS controlla tutto questo, verifica se tutto è funzionante, perché sono cosi sadici nel creare tutti questi disagi a dei poveri cristi che da ben quindici ore ed oltre sono fuori di casa ed hanno il sacrosanto dovere e diritto di far ritorno a casa in un tempo utile e “cristiano”. Il nuovo orario del treno 2376 è partenza alle 18.35 da Roma Tiburtina ed arrivo (nel mio caso a Tagliacozzo) alle 20.16 (sulla carta), ma in realtà con i tre incroci sarà costretto ad arrivare sempre intorno alle 20.30. Chi ha permesso tutto questo, a chi giova anticipare due treni locali e semivuoti o con solo passeggeri personale FS, a discapito di un treno interregionale pieno di pendolari che rientrano a casa? Chi lo ha permesso, chi ha fatto gli orari, o meglio chi si è fatto gli orari a proprio comodo e piacere? Parenti, amici, raccomandati conoscitori di persone importanti, forse? Vorremmo sapere che ne pensa l’ Assessore Morra di tutto questo, ha mai verificato un cambio orario, i disagi che crea, ha verificato che la sovrapposizione di piu’ treni non crei disagi, o chi per lui lo ha fatto? A questo proposito, d’ accordo con il Sig. Sindaco Testa, lanciamo una provocazione, invitiamo sia l’Assessore Morra che le tutte le Amministrazioni Comunali locali del nostro circondario ha verificare di persona tutto ciò, invitandoli a fare un viaggio insieme a noi (chiaramente in anonimato, altrimenti  Trenitalia farà del tutto per smentirci)), per verificare di persona.<br />
Il Ferroviere, (1955), un film di Pietro Germi. Secondo me un bel film, anche perché fornisce uno spaccato sociologico dell’Italia di quel tempo appena uscita dalla guerra. Cominciavano a manifestarsi i primi cambi<br />
generazionali, i valori morali radicati nell’uomo e di non facile adeguamento con i nuovi problemi familiari<br />
e sociali, le lotte sindacali per le prime conquiste, gli scioperi per le dure condizioni di lavoro.<br />
Film. Ecco questo era un film che bene o male rispecchiava la dura realtà di quel periodo. Secondo me anche quello che stiamo vivendo noi oggi è un film, per lo meno mi auguro che sia un film, perché se fosse vero o meglio se fosse una cosa che si ripete quotidianamente (e pare  proprio di si a quanto sembra) allora sarebbe un problema vero e proprio. Ecco, questo è lo spaccato della vita “sociale” di un Pendolare (2011) del  terzo millennio.<br />
Sarebbe grata una risposta, o quantomeno un po’ di considerazione.</p>
<p>Daniele Luciani.<br />
Cell. 3473783922</p>
Letture:1840<img src="http://taliacotium.it/?ak_action=api_record_view&id=2299&type=feed" alt=" La Morte del treno 2376"  title="La Morte del treno 2376" />]]></content:encoded>
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		<title>Il quarto sì</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 15:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovjaco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="clear:left;float:right;padding-top: 20px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://taliacotium.it/il-quarto-si.html"></a></div><p><a href="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/06/Referendum-ammissibile.jpg" rel="lightbox[2296]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2330" title="Referendum ammissibile" src="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/06/Referendum-ammissibile-150x150.jpg" alt="Referendum ammissibile 150x150 Il quarto sì" width="150" height="150" /></a>Tanti anni fa &#8211; così tanti che alcuni di voi neppure erano nati – ci fu un referendum sul sistema elettorale. Erano i primi anni ’90 e al governo c’erano (sostanzialmente) Dc e Psi. Anche allora il referendum assunse il significato improprio di test sulla tenuta di una maggioranza traballante, che secondo molti indicatori (e precedenti amministrative) non era più rappresentativa della realtà del Paese.<br />
Come spesso accadeva, il più protervo difensore dello status quo era B. Craxi, che sfacciatamente invitò gli elettori ad andare al mare. Così, il settimanale satirico “Cuore” mise in copertina una sua foto con una posa al contempo pensosa e ridicola, con la stessa scritta che ho qui riproposto: “Se non voti sì, diventerai così”. L’effetto era divertentissimo e io stesso mi premurai di fare decine di fotocopie e andare ad attaccarle dovunque, a Tagliacozzo e anche ad Avezzano.<br />
Portò bene e il risultato del referendum (ripeto: al di là del merito, discutibile) aprì una stagione di rinascita e speranze.<br />
Come è evidente, ben poco è cambiato in questi quasi 20 anni in cui con il Berlusconismo si è voluto perpetuare (e addirittura peggiorare, ove possibile) il sistema di potere, con i metodi malati e le degenerazioni a tutti i livelli, propri della cosiddetta “prima repubblica”.<br />
Quanto ai quesiti referendari odierni, sarebbe troppo facile per me concentrare l’attenzione su quelli propriamente ambientalisti. Basti dire che non solo partecipai attivamente alla campagna per il precedente referendum sul nucleare, quello del 1986, ma fui poi per anni impegnatissimo sul fronte delle tematiche “verdi”, sia nelle istituzioni (due volte eletto nel consiglio comunale) che nel mondo dell’associazionismo (fui tra i fondatori sia dell’associazione locale “PAN: protezione arte e natura”, sia del gruppo attivo del WWF).<br />
Quindi anch’io, come ha scelto di fare il comitato referendario marsicano, potrei a pieno titolo esprimermi sui primi 3 quesiti. Invece voglio andare controcorrente e dire qualcosa sul quarto, quello per l’abrogazione del “legittimo impedimento”. Non è che l’ennesimo tentativo di Berlusconi e dei suoi avvocati per sottrarsi ai tanti processi, su reati di diversa natura, che da sempre incombono sul nostro maldestro presidente del consiglio.<br />
Spesso gli antiberlusconiani come me sono accusati di essere monotematici. È vero piuttosto che Berlusconi è in ogni aspetto della vita del paese. Una presenza ingombrante che si avverte anche in questa campagna referendaria. Sul nucleare si è espresso abbondantemente, fino all’ultimo autogol della moratoria che, per sua diretta ammissione, serve solo a far quietare le acque dello tsunami per poi riprendere in seguito il discorso delle centrali atomiche (dichiarazione improvvida che ha portato al giudizio di ammissibilità ribadito dalla Corte Costituzionale).<br />
Le privatizzazioni, non solo dell’acqua, sono da sempre uno dei cardini del Berlusconismo, se non altro perché da quelle parti non c’è la minima concezione dello spazio pubblico e comune. Lo stessa politica nazionale è stata ridotta, almeno nelle chiacchiere e nella propaganda, a occuparsi dello “sviluppo dell’azienda Italia”. Roba da basso impero, opera del suo bassissimo dittatorello. E non mi preoccupano le qualità fisiche, su cui non mi sognerei mai di esprimermi, ma la bassezza morale e culturale con cui è stata ed è tuttora mortificata la nostra comunità.<br />
Vi saluto ricordandovi che tra immunità e impunità non cambia solo una consonante: cambia la forma di Stato, che da democratica diventa autoritaria.<br />
C’è bisogno di un segnale forte per una stagione di rinascita.</p>
Letture:2569<img src="http://taliacotium.it/?ak_action=api_record_view&id=2296&type=feed" alt=" Il quarto sì"  title="Il quarto sì" />]]></content:encoded>
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		<title>Come in Sardegna, anche nella Marsica mobilitazione ampia e trasversale per i referendum del 12 e 13 giugno.</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 06:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tagliacozzano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finite le amministrative, nella Marsica è ora di impegnarsi a fondo nella campagna per i referendum del 12 e 13 giugno su acqua pubblica e nucleare: abbiamo tre settimane per convincere i nostri concittadini a ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="clear:left;float:right;padding-top: 20px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://taliacotium.it/come-in-sardegna-anche-nella-marsica-mobilitazione-ampia-e-trasversale-per-i-referendum-del-12-e-13-giugno.html"></a></div><p><em><a href="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/06/4-si.jpg" rel="lightbox[2282]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2326" title="4-si" src="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/06/4-si-150x150.jpg" alt="4 si 150x150 Come in Sardegna, anche nella Marsica mobilitazione ampia e trasversale per i referendum del 12 e 13 giugno." width="150" height="150" /></a>Finite le amministrative, nella Marsica è ora di impegnarsi a fondo nella campagna per i referendum del 12 e 13 giugno su acqua pubblica e nucleare: abbiamo tre settimane per convincere i nostri concittadini a tornare alle urne.</em></p>
<p>La campagna referendaria marsicana può partire con la spinta di una ottima notizia. I media nazionali non ne hanno parlato, ma in Sardegna si è svolto un referendum regionale che ha fatto registrare al movimento che si oppone al nucleare una vittoria storica: una affluenza del 60%, doppia rispetto a quella richiesta per il quorum e mai registrata in nessun altro referendum consultivo regionale, e il 98% di elettori contrari al nucleare.</p>
<p>Si tratta di un risultato straordinario che può insegnare molto anche a chi, come noi, deve fare campagna referendaria sul territorio marsicano.<br />
I Sardi hanno dimostrato che contro il nucleare si vince solo se si fa una campagna del tutto trasversale che coinvolga tutti gli elettori di destra, di centro e di sinistra. Il comitato sardo &#8220;Sì contro il nucleare&#8221; promosso da Fare Verde ha saputo, infatti, coinvolgere esponenti di quasi tutti i partiti, dai Verdi al PDL, dal PD a FLI, da SEL al Partito Sardo d&#8217;Azione.</p>
<p>L&#8217;accorpamento con le amministrative è stato importante, ma bisogna ricordare che si votava in 93 comuni su 377, mentre il quorum è stato calcolato su tutti gli aventi diritto al voto, circa 1.480.000 persone. Segno che se si coinvolge tutto l&#8217;elettorato di destra, di centro e di sinistra, il 12 e il 13 giugno si può vincere anche sui trucchi come il mancato accorpamento alle amministrative, che costerà agli Italiani circa 400 milioni di euro.</p>
<p>Nelle prossime tre settimane bisogna far capire a tutti i Marsicani che battersi per fermare il nucleare non equivale a battersi contro una parte politica. A sostenere il nucleare è uno schieramento trasversale che va da Claudio Scajola a Umberto Veronesi, da Chicco Testa a Stefania Prestigiacomo. Tutti sostenitori di poteri più o meno forti interessati all&#8217;affare nucleare e capaci di influenzare qualsiasi Governo, di qualsiasi colore politico.<br />
A fermare il nucleare deve essere, quindi, uno schieramento popolare altrettanto trasversale, che nel nome di una battaglia civile nell&#8217;interesse dell&#8217;Italia metta da parte le proprie casacche e le proprie simpatie di partito.</p>
<p>Agli elettori di centrodestra bisogna dire che il nucleare è l&#8217;esatto contrario di ciò in cui credono: libertà di mercato, indipendenza energetica nazionale, federalismo. Agli elettori di centrosinistra bisogna dare gli strumenti per controbattere alle argomentazioni di Chicco Testa, Umberto Veronesi e Margherita Hack.</p>
<p>Non è il momento dei calcoli politici. Scegliere il nucleare significa impegnarsi a sostenere costi incalcolabili visto che le scorie più pericolose hanno una durata superiore ai 200.000 anni. Inoltre, scegliere il nucleare oggi per alimentare i nostri sprechi energetici significa condizionare la vita di molte generazioni future di Italiani.</p>
<p><strong>Per questo invitiamo i concittadini di tutti i colori politici a recarsi alle urne il 12 e 13 giugno e votare SI per fermare il nucleare e la privatizzazione dell&#8217;acqua.</strong></p>
<p>Per informazioni:<br />
Massimo De Maio<br />
presidente nazionale Fare Verde<br />
promotore del Comitato referendario nazionale<br />
Vota Sì per fermare il nucleare<br />
<span> <a class="smarterwiki-linkify" href="mailto:m.demaio@fareverde.it">m.demaio@fareverde.it</a></span></p>
Letture:1878<img src="http://taliacotium.it/?ak_action=api_record_view&id=2282&type=feed" alt=" Come in Sardegna, anche nella Marsica mobilitazione ampia e trasversale per i referendum del 12 e 13 giugno."  title="Come in Sardegna, anche nella Marsica mobilitazione ampia e trasversale per i referendum del 12 e 13 giugno." />]]></content:encoded>
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		<title>Il centro-sinistra e il Pd dopo la sconfitta</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 22:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovjaco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A causa della sua storia  &#8211; per ragioni sociali, economiche, geo-politiche, culturali cui in questa sede non possiamo che fare un rapidissimo cenno &#8211; Tagliacozzo è sempre stata una realtà conservatrice, con qualche punta ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="clear:left;float:right;padding-top: 20px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://taliacotium.it/il-centro-sinistra-e-il-pd-dopo-la-sconfitta.html"></a></div><p><a href="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/05/2225_NpAdvHover.png" rel="lightbox[2285]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2338" title="2225_NpAdvHover" src="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/05/2225_NpAdvHover-150x150.png" alt="2225 NpAdvHover 150x150 Il centro sinistra e il Pd dopo la sconfitta" width="150" height="150" /></a>A causa della sua storia  &#8211; per ragioni sociali, economiche, geo-politiche, culturali cui in questa sede non possiamo che fare un rapidissimo cenno &#8211; Tagliacozzo è sempre stata una realtà conservatrice, con qualche punta reazionaria. Eppure, tre delle ultime quattro elezioni comunali sono state vinte da liste ispirate dall’area del centro-sinistra, che riusciva a esprimere sindaco e maggioranza in giunta. Questo denota una certa abilità nel fare le liste, indipendentemente dal fatto che poi, nella concreta attività amministrativa, quasi mai si sono raggiunti i risultati sperati. Di fatto, piaccia o non piaccia, in occasione delle comunali venivano ribaltati i dati che in tutti gli altri tipi di elezioni relegavano le forze di centro-sinistra in ruoli marginali, se non proprio deprimenti.<br />
Cos’è successo nelle elezioni della scorsa settimana? A differenza di altre volte il centro-destra si presentava diviso in tre liste, con due formazioni che aspiravano alla vittoria. Occasione ghiotta e forse irripetibile. Sarebbe bastato mettere insieme tutte le forze, singole o associate, che tradizionalmente orbitano nel centro-sinistra, assegnare a ciascuno il ruolo in cui avrebbe potuto dare il massimo sostegno, valorizzandone le competenze, e fare una lista che avrebbe vinto senza grandi problemi.<br />
Se si guarda ai risultati, si vede che lo scarto di quasi 400 voti con cui ha vinto “Rinascita” non è per nulla incolmabile. In realtà, sarebbe bastato inserire tre candidati diversi per ribaltare il risultato. Non solo, ma visto l’apporto abbastanza limitato dei componenti di destra, si sarebbe potuto vincere restando nel nostro ambito, con una lista dichiaratamente di centro-sinistra.<br />
Su queste constatazioni, così scontate da sfiorare l’ovvietà, credo che nessuno voglia fare obiezioni. Se però cominciamo a domandarci perché le cose sono andate in questo modo, su come si è arrivati a quella lista, allora le spiegazioni si fanno divergenti. Ognuno ha la sua versione e ha ottimi argomenti per scaricare la responsabilità del fallimento su altri.<br />
E allora continuiamo a basare la nostra analisi su dati di fatto incontrovertibili: quasi tutti i protagonisti della formazione della lista, sia quelli che sono stati candidati, sia quelli rimasti fuori, sono iscritti al Pd. Per maggior chiarezza, faccio qualche nome di quelli non in lista: il nucleo portante dell’amministrazione uscente, con Dino Rossi, Mimmo Amicucci, Angelo Motta, Paolo Tellone, Gabriele Mastroddi, più Franco di Giannantonio, Remo Pascucci, Evaristo Santini, Cesidio Blasetti e il loro gruppo di minoranza, fino ai Buzzelli e Fabrizio Iacomini. Tutti tesserati.<br />
Qui ci vuole un minimo di storia: il Pd ha ereditato una frattura annosa e insanabile che nacque addirittura ai tempi del Pci, quando era segretario Libero Liberati. Il dissidio investì il Pds, i Ds e giunge fino ai giorni nostri. Ci sono stati momenti di ripresa, come quando ci fu un’infornata di giovani che portò alla segreteria Maura Tabacco, ma tutto è poi stato sempre vanificato a causa dell’eterno conflitto tra le due fazioni.<br />
Dirò di più: da esterno a queste dinamiche di partito, ho sempre avuto l’impressione che qualunque iniziativa nell’ambito del centro-sinistra fosse bloccata sul nascere dalla presenza di questa frattura, che portava a giudicare ogni proposta a seconda se fosse “a vantaggio” dell’uno o dell’altro dei contendenti. Ogni votazione degli ultimi 10-15 anni è stata trasformata in resa dei conti per verificare quale componente avesse maggior peso elettorale. Ma una resa dei conti, per sua natura, mette fine a un dissidio. Qui invece veniva prolungata all’infinito, con l’unico risultato di portare a una lunga serie di sconfitte cocenti.<br />
C’è da aggiungere, come aggravante, che la divisione appare legata a motivi quasi esclusivamente personali, visto che al livello di politica generale quasi tutti i contendenti esprimono simpatie per la linea di D’Alema.<br />
Come uscirne? Non credo che le cose si possano risolvere all’interno del partito, dove per altro i referenti sovracomunali approfittano della divisione per mantenere la nostra realtà in posizione di debolezza e subordinazione.<br />
È necessario uno sforzo di tutti per trovare l’unità delle forze di centro-sinistra, al di là dei vecchi rancori. Le occasioni per un’efficace azione comune non mancheranno. A livello nazionale, ci si avvia alla fine dell’orrendo Ventennio berlusconiano. Nel Comune, occorrerà organizzare l’opposizione alla lista “Rinascita”, che ha vinto con una percentuale del 36% (Dino Rossi partiva da oltre il 51%) e quindi ci sarà l’opportunità di dare rappresentanza a una larga fetta della popolazione.<br />
I prossimi appuntamenti referendari possono essere il primo banco di prova per vedere le nostre capacità aggregative.<br />
Buon lavoro a tutti, vincenti e perdenti.</p>
Letture:4593<img src="http://taliacotium.it/?ak_action=api_record_view&id=2285&type=feed" alt=" Il centro sinistra e il Pd dopo la sconfitta"  title="Il centro sinistra e il Pd dopo la sconfitta" />]]></content:encoded>
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		<title>Il perché di una scelta di voto</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 11:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovjaco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi piace la politica, nonostante tutto. Cerco di seguirla, nelle mie possibilità e con i miei limiti. Molto è cambiato in questo Ventennio ormai alla fine. Quasi tutto in peggio, dato il decadimento culturale, economico, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="clear:left;float:right;padding-top: 20px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://taliacotium.it/il-perche-di-una-scelta-di-voto.html"></a></div><p><a href="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/06/Referendum-ammissibile.jpg" rel="lightbox[2277]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2330" title="Referendum ammissibile" src="http://taliacotium.it/wp-content/uploads/2011/06/Referendum-ammissibile-150x150.jpg" alt="Referendum ammissibile 150x150 Il perché di una scelta di voto" width="150" height="150" /></a>Mi piace la politica, nonostante tutto. Cerco di seguirla, nelle mie possibilità e con i miei limiti. Molto è cambiato in questo Ventennio ormai alla fine. Quasi tutto in peggio, dato il decadimento culturale, economico, sociale, morale indotto dal dominio berlusconiano. Non che una volta la politica fosse abitata da sant’uomini, ma c’era almeno un minimo di pudore. Oggi, saltati muri e barriere, tutto sembra lecito nel perseguimento dell’eterno “particulare” tutto italiano. Nella società “liquida” tutto si mischia e rimesta, creando devastanti confusioni tra giornalismo e propaganda, tra storia e cronaca, tra politica e giustizia, tra pubblico e privato.<br />
Un particolare tipo di confusione emerso nella nostra politica locale, invischiata nelle elezioni comunali, è quella tra aspetti politici e rapporti di amicizia.<br />
Con conseguenze imprevedibili, che raggiungono picchi inesplorati quando subentrano rapporti di parentela. Come se in palio non ci fosse che un Comune pressoché dissestato, quattro posticini da assessore e la mera partecipazione ad un Consiglio comunale svuotato di poteri. Così, in questi giorni caldi di campagna elettorale, ci sono amicizie che spuntano dal nulla e rapporti messi in discussione in virtù dell’appartenenza a questo o quel gruppo, a questa o quella fazione. Dimenticando che i rapporti interpersonali molto spesso trovano il migliore arricchimento proprio dal confronto tra posizioni contrapposte. Tutto dipende dal rispetto delle idee altrui, condizione base di ogni consesso che aspiri a un minimo di democraticità.<br />
Quanto alle liste in lizza, vorrei qui esprimere qualche mio personale e opinabile giudizio. Mi si perdoni se metto da parte le due formazioni minori, di Rita Tabacco e M. Cervellini, che secondo i miei fallibilissimi calcoli non prenderanno neanche un posto in Consiglio.<br />
La lista di Pendenza sembra la più “pulita”, nel senso che a parte il candidato a sindaco, che in un buon trentennio di militanza ha ricoperto molti incarichi di rilievo e intrattenuti rapporti di vario genere, è composta per lo più da giovani alla prima esperienza. È da vedere quanto questo varrà in termini elettorali.<br />
Nonostante la comune matrice di centro-destra, di natura opposta appare la lista “Rinascita”: con l’abile regia di Carlo Tellone e del gruppo della “Parigina”, si è messo su un coacervo di vecchi volponi della politica, supportato dai maggiori gruppi di costruttori e impresari locali. A loro favore gioca il peso elettorale (presunto, per ora) dei singoli candidati e il vantaggio nelle frazioni maggiori di Villa e S. Donato.<br />
La lista “Rinnovamento e sviluppo”, capeggiata da Bruno Rossi, è frutto del lavoro e dell’impegno del segretario del Pd, Giovagnorio. Bene o male, a seconda dei punti di vista. Fa quindi riferimento in maniera preponderante ai suoi contatti e al suo bacino elettorale, in buona parte ereditato dall’ex Sindaco democristiano e quindi tradizionalmente moderato. Spicca perciò la presenza dei giovani vendoliani di Sel, unico riferimento certo per chi si riconosce in un’area di sinistra.<br />
Tutte le liste si auto definiscono “civiche”, anche se non dev’essere casuale che il gruppo della Parigina prende l’aperitivo con Piccone e i vari capi e capetti del Pdl, mentre di fronte sfilano i candidati vicini a Bruno Rossi al passeggio con il sen. Lusi, del Pd. Ci vorrebbe un po’ meno di ipocrisia per dichiarare apertamente quali sono e quali saranno i riferimenti, nonostante le schegge civiche.<br />
Alla luce di queste banali considerazioni va collocata la scelta di chi, come me, vuol dare al proprio voto un significato politico che vada oltre i rapporti di amicizia e parentela che, come dicevo sopra, devono restare immutati al di fuori della bagarre. Per una volta soltanto, prendo per buono quanto dice Berlusconi, che (pensando soprattutto a Milano, evidentemente) vuol dare a queste amministrative una valenza generale, di importantissimo test sulla politica del suo governo: in sostanza, l’ennesimo referendum sulla sua persona.<br />
Quindi, dato che come dicevo all’inizio a me piace la politica, la mia scelta non può che cadere sulla lista “Rinnovamento e sviluppo”, in particolare sulla persona di Vincenzo Montelisciani, coordinatore di Sel. Si tratta, ci tengo a sottolinearlo, di uno dei pochi gruppi organizzati che fa attività politica in maniera seria e costante, punto di riferimento &#8211; per oggi e, data la giovane età dei componenti, per i prossimi anni &#8211; per tutti coloro che mettono in primo piano temi come quelli dell’ambiente, della legalità, dell’economia equilibrata e sostenibile, della laicità e democraticità di base nelle scelte fondamentali.</p>
Letture:7644<img src="http://taliacotium.it/?ak_action=api_record_view&id=2277&type=feed" alt=" Il perché di una scelta di voto"  title="Il perché di una scelta di voto" />]]></content:encoded>
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