Elezioni provinciali 56/60/64
Non abbiamo ancora ricevuto alcun intervento e contributo alla ricostruzione della nostra storia recente. Nel frattempo può essere utile pubblicare e commentare i dati relativi alle elezioni provinciali degli anni ’56, ’60 e ’64, generosamente raccolti da mio padre e mia cugina Maria Rita presso gli archivi comunali.
Attraverso questi cercheremo di estrapolare preziose informazioni sul clima politico e le dinamiche elettorali di quegli anni.
Nel 1956 i votanti a Tagliacozzo furono 5196: molti più di adesso. Nei primi 4 seggi, relativi al capoluogo, votarono 2405 elettori, mentre nei 10 seggi delle frazioni erano dislocati 2791 votanti: un numero impressionante se confrontato alle poche decine di oggi. Le liste in lizza erano soltanto 4. Il candidato più votato fu Angelo Fratoddi, della Democrazia cristiana, che prese 3040 voti. Seguiva Alceste Santini che, sotto il simbolo della spiga, era riuscito a riunire partito socialista e partito comunista, ottenendo un totale ineguagliabile di 1355 voti. Tra i partiti della sinistra rimaneva fuori il sole nascente del PSDI che, con Lorenzo Di Lorenzo, ottenne 238 suffragi. Infine, Guido Pace De Angelis, con un partito monarco-fascista simboleggiato da fiamma e corona, conseguì 416 voti. Le poche schede bianche e nulle (rispettivamente 46 e 81) denotano una popolazione sufficientemente alfabetizzata e una notevole partecipazione alla competizione elettorale.
Alle provinciali del 1960 i votanti furono 4638 (in soli 4 anni le frazioni avevano perso oltre 400 elettori). Si presentarono 7 liste. La DC di Fratoddi prese 2968 voti, il PCI di Amleto Nuccetelli 460, il PSI guidato da Silvano Lelli 398, il MSI di Pace-De Angelis 328, il PSDI di Guido Amiconi 228. Per finire, Salvatore Mascio, con una lista simboleggiata da “stella e corona”, ottenne 132 voti e il liberale Noè Marchionni 57. Tra le 197 schede bianche e 134 nulle, spicca il dato di San Donato (rispettivamente 94 e 40, mentre alle precedenti erano 3 e 8), probabilmente dovuto ad una manifestazione di protesta popolare.
Nel 1964 i votanti erano scesi a quota 4359. La Democrazia cristiana, con l’avv. Di Stefano (padre di Pierluigi), ottenne 2292 voti. L’altro candidato forte locale, Franco Novella con il PSI, ottenne ben 677 consensi. Di Biase, per il PCI, si attestò a 432; Melandri, PSDI, 353; Bernardini, con il MSI, 143; il PLI rimase a quota 48. Nuove liste che si presentarono furono il PRI (17 voti) e il PSIUP, che con i suoi 85 voti contribuì a frammentare ulteriormente l’elettorato di sinistra. Le schede bianche furono 168, le nulle 144.
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