Il sindaco Dino Rossi… forse dimissioni imminenti.
Scricchiola pericolosamente la maggioranza che governa Tagliacozzo. Il venerdì «nero» del sindaco Dino Rossi e del gruppo Pd, si consuma in una rovinosa sconfitta. Il Consiglio viene convocato per nominare il revisore dei conti del prossimo triennio.
In pista due professionisti: uno sostenuto dal gruppo «Aquilone», l’altro dal gruppo Pd. L’Aquilone e il Pd, è bene ricordare, formano la lista «Insieme» in occasione delle elezioni del 2006. Una lista civica ibrida e disomogenea formatasi al solo scopo di sconfiggere l’altra lista civica, «Il Sole», capeggiata da Giampietro Pendenza. Che in effetti è sconfitta. Con il risultato di oggi, ormai sotto gli occhi di tutti. Un conto è vincere le elezioni con i numeri, altro conto è governare con i fatti. In sede di votazione, tornando a venerdì sera, fallito ogni tentativo di rinviare il punto all’o.d.g., pomo della discordia e causa di lotta in seno alla stessa maggioranza, il sindaco Dino Rossi, gli assessori Domenico Amicucci e Angelo Motta, con il capogruppo Gabriele Mastroddi, consapevoli dell’inferiorità numerica rispetto al gruppo «concorrente», abbandonano clamorosamente l’aula. Il vice-sindaco Alessandro Rubeo assume la presidenza della seduta e dà corso alla votazione. L’esito è inatteso e disegna nuovi scenari futuri. Perché al voto espresso in favore del candidato proposto dai componenti dell’Aquilone, si aggiungono, inaspettatamente, i consensi dei rappresentanti dell’opposizione, ad eccezione della scheda bianca deposta nell’urna da Giampietro Pendenza che motiva tale scelta con una coerente dichiarazione di voto. E’ chiaro ormai che tutto non potrà più essere come prima. Il sindaco, secondo fonti a lui molto vicine, si sarebbe preso un paio di giorni di riflessione prima di assumere le conseguenti decisioni. Il clima non è sereno: dimissioni? ritiro di alcune deleghe? azzeramento della giunta? ricomposizione dello strappo? Si vedrà. (IL TEMPO)
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