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Delitti passionali e misteri irrisolti
L’altro ieri ho avuto un piacevole incontro. Dopo tanto tempo mi sono imbattuto nella signora Storia. Seduta su una panchina dei giardinetti, era turbata e contrariata.
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INCONTRO CON LA STORIA

Scritto da – novembre 26, 2008 – 10:21 amNessun commento

L’altro ieri ho avuto un piacevole incontro. Dopo tanto tempo mi sono imbattuto nella signora Storia. Seduta su una panchina dei giardinetti, era turbata e contrariata.

Il comportamento di una sua amica-nemica, la signora Politica, la scompigliava. Ne ha dette peste e corna. “Hai visto – ha esordito – come quella puttana sia tornata d’improvviso a gongolare? A restituirle il buonumore è stata la spaventosa crisi economica in corso”. Le ho chiesto incuriossito cosa c’entrasse la crisi economica nei rapporti tra lei, la Storia, e l’altra, la Politica. “C’entra eccome!”, mi ha risposto seccata. Spiegati meglio, per favore. “Lei, questa sfacciata signora Politica, si augura che dalla crisi in atto scaturiscano effetti abbastanza devastanti, tanto da incoraggiare i suoi fans a restituirle quel preteso primato che, negli ultimi trent’anni, grazie a una lunga stagione di crescita economica, aveva in gran parte perduto”. La signora Storia, tra un’imprecazione e l’altra, appare sempre più inviperita e si infervora nel mettere alla berlina le presunte virtù della rivale. “Mi dicono – continua – che stia già pregustandosi il lungo orgasmo che prevede di provare quando, fra le macerie che spera ardentemente siano al più presto prodotte dalla presente bufera, potrà finalmente tornare a gorgheggiare e sculettare sulla scena, atteggiandosi a padrona e salvatrice dell’umanità”. Eppure, controbatto io sempre più incuriosito, questa tua “disinvolta” amica avrebbe dovuto impararlo da un pezzo che dalle periodiche riconquiste di quel suo presunto primato che nei momenti di crisi torna ogni volta a rivendicare derivano sempre, immancabilmente, guai molto peggiori di quelli che promette di risolvere tornando ad esercitarlo. “Hai proprio ragione, Gilgamesh! Io, signora Storia, non credo affatto al supposto primato della mia amica-nemica Politica, perché non si può fare credito alle donne di malaffare. Basta guardare quello che questa sozzona è riuscita a combinare qui a Tagliacozzo”. A ben riflettere, non è infatti un caso che la signora Storia definisca il primato della sua amica Politica ora “presunto”, ora “supposto”, ora “preteso”. Insomma, un primato immaginario e inesistente, al quale la grande schiera di suoi amici maneggioni non rinunciano nemmeno sotto tortura. “Ma come si permette – alza la voce, la signora Storia – questa baldracca di rivendicare un qualsiasi primato nella vita e nel mondo, quando nessuna delle conquiste che hanno permesso a me attraverso i secoli e i millenni di allietare e migliorare l’esistenza umana ricreandone incessantemente le forme, di attribuirsene i meriti? Ha forse inventato il fuoco? La cucina, l’agricoltura, la ruota o la scrittura? O forse ha inventato l’orologio, le supposte, i farmaci, l’arte o la poesia? Ma va là, Gilgamesh, ti dico che la mia amica-nemica è una fanfarona. Ne hai l’esempio più lampante, qui, nel tuo paese. Di quale primato, dunque, può vantarsi?”. Io aggiungo sommessamente che la signora Politica non è riuscita ad inventare nemmeno la pizza al pomodoro. E la distinta signora Storia, mettendosi le mani nei capelli, conclude l’incontro salutandomi così: “Il solo primato che la Politica può rivendicare è in effetti quello dei disastri e delle infamie che riesce a provocare tutte le volte che io mi diverto a soddisfare la sua pazza voglia di affermare questo suo primato immaginario, più o meno su tutti e su tutto. Pensa, Gilgamesh, per esempio, ai primati che la mia amica-nemica raggiunse nel secolo scorso, quando quegli eccelsi fautori del suo primato che furono i capi dei regimi totalitari, le permisero di inventare i il lager e il gulag”.

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