La giunta delle meraviglie
Cos’è che non va nell’amministrazione di Tagliacozzo?
A parte il vezzo di quanti sono portati a criticare sempre e comunque tutto ciò che non viene affidato nelle loro mani, sembra indiscutibile che l’attuale giunta comunale stia creando, per un misto di inerzia e incapacità , un forte malcontento tra i cittadini.
Quel che meraviglia è che, se per pura esercitazione andiamo a vedere i singoli amministratori, sia di maggioranza che di opposizione, notiamo che poche volte è capitato di avere persone così qualificate, mediamente giovani, con spiccate doti professionali e, più di ogni altra cosa, umane.
Soffermiamoci sull’amministrazione attiva: messe da parte le tante, gravi riserve che ho sempre nutrito per certi aspetti della mentalità democristiana, bisogna dire che il nostro sindaco ha una serie di qualità morali che ormai costituiscono un patrimonio di raro valore nel panorama politico, non solo locale: correttezza, disinteresse, morigeratezza, autenticità , soprattutto onestà .
I suoi assessori hanno tutti una certa esperienza politica a dispetto dell’età relativamente giovane (in una società che invecchia come la nostra) e sono indiscutibilmente competenti: il bilancio è affidato a un professionista con doppia laurea nelle discipline specifiche; la cultura a un erudito dirigente scolastico, tra le migliori espressioni della nostra cultura letteraria e politica; lavori pubblici e urbanistica sono nelle mani di due ingegneri giovani, preparati e intraprendenti; alle frazioni, una delega troppo limitata è andata a una persona di grande generosità , speciali doti umane e particolare coerenza politica, rappresentante fedele delle istanze e necessità di quelle comunità operose ma troppo marginali; alla sanità c’è un medico specialista, che studia e lavora come primario nell’ospedale che la nostra comunità ha il dovere e l’interesse a difendere.
Anche tra gli altri consiglieri, di tutte le parti, ci sono persone di indubbio valore. Ma allora dobbiamo chiederci com’è che da una simile squadra non giungano i risultati. Perché la nostra cittadina continua a vivacchiare in una immobilità ormai annosa, da cui non si intravvedono vie d’uscita che possano fornire un barlume di speranza per le nuove generazioni? Com’è che restiamo imbrigliati tra veti reciproci, cappellate, perdite di occasioni e finanziamenti, mancanza di coraggio anche nelle decisioni più semplici e scontate? Cos’è che manca?
In una parola, la mia opinione è che manca la Politica, intesa in senso pieno e autentico, come capacità di analizzare i fenomeni sociali, economici, culturali e dirigerli (scusate la parola, che tuttavia tornerà di moda dato l’attuale ormai certificato fallimento del mercato senza regole) verso prospettive di medio e lungo termine. Manca all’attuale maggioranza il collante che viene da una comunanza di idee e obiettivi. Tornando all’esempio della squadra, mi par di vedere che abbiamo tanti buoni giocatori senza una tattica e alcuna strategia che li tenga insieme e li indirizzi verso il raggiungimento della meta, di una qualsiasi meta.
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