Lettera aperta al sindaco
Egregio sindaco,
voglio prima di tutto esprimerle stima per la persona che è, soprattutto che è stata.
La conosco da anni ed ho sempre apprezzato il suo equilibrio e la sua saggezza.
Ora però lei è un sindaco, e le cose cambiano. E’ un condottiero, non rappresenta più se stesso, ma un’intera comunità. Le dico questo perché non credo che lei abbia fatto le scelte giuste per ciò che riguarda l’ospedale di Tagliacozzo, o meglio, l’ex ospedale.
Con la chiusura dell’Umberto I se ne va un pezzo di città, un pezzo di storia.
Ma lei, egregio sindaco, vorrà veramente essere ricordato come quello che permise la chiusura dell’ospedale senza fare opposizione, accettando passivamente le scelte della Regione, addirittura di una Regione del partito opposto al suo?
E allora?!
Abbandoni il suo equilibrio per passare a un po’ di eccesso, che la sua saggezza lasci il passo al coraggio. Salga sul tetto dell’ospedale, come ha fatto il sindaco di Pescina. Forse è tardi, ora. Forse non otterrà nulla, ma almeno ci avrà provato, ci avrà creduto.
Basta con le sfilata psudo processionali dal Comune all’ospedale, dall’ospedale al Comune, come fosse la festa di San Vincenzo. Basta con i soliti roboanti discorsi dei suoi assessori nel piazzale dell’ospedale, del tipo: «dovranno passare sul nostro corpo prima di chiudere l’ospedale!», e poi il giorno dopo arriva il piano che segna la chiusura storica e definitiva.
Non importerà come avrà amministrato:
non conterà se le strade durante la sua amministrazione sono state sempre sporche e piene di erbacce;
non sarà importante se le manifestazioni culturali e artistiche cittadine si sono progressivamente sgretolate negli anni, nei suoi anni, declassate e disgregate da assegnazioni arbitrarie da parte del Comune e gestioni fallimentari;
non sarà importante se la cultura e la storia tagliacozzana sarà stata surclassata da quelle di altri Comuni marsicani;
Quello che conterà è che lei sarà salito su quel maledetto tetto, per difendere quello che i padri, i vostri padri, hanno costruito con i sacrifici, con il lavoro, con il sangue, lo stesso che scorre oggi nelle vostre vene.
Quello che conterà è che lei ci avrà provato, senza rimorsi, senza dubbi, senza timori, guardando in faccia il nemico, con cuore impavido.
Non sarà importante il risultato, ma il fatto che lei, egregio sindaco, avrà lottato fino alla fine, con tutte le forze, per la sua gente, per il suo popolo, come il padre coraggioso di tutti i tagliacozzani, come il capitano di una truppa, il maestro di settemila seguaci.
Ogni cittadino, dai bambini agli anziani, si riconoscerà in lei, soffrirà con lei, lotterà con lei, sognerà quello che sogna lei, guarderà l’orizzonte con lo stesso suo sguardo, aspetterà l’alba con gli stessi occhi.
Lo faccia per tutti quelli che credono in lei, non li deluda. Lo faccia anche per quelli che in lei non hanno mai creduto, si ravvedranno. E lo faccia per quelli che in lei non credono più, torneranno a crederle. Ma lo faccia, egregio sindaco, soprattutto per lei, per il suo orgoglio, per il suo senso di onore, per la sua dignità, e anche un po’ per la sua coscienza.
Salga sul quel maledetto tetto, e la città sarà sua!
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Un sindaco PDL, contro i suoi stessi referenti politici, sale su un tetto raccogliendo le attenzioni dei Media… fa parlare del problema. Il nostro sindaco che non è del PDL ma del… emm… de che è? boh vabbè volevo dire che per lui dovrebbe essere molto più semplice… se facesse fa la scaletta da Rita!
cagnemo sindaco
SE IL SINDACO SI LIMITA A FARE SOLO SPARUTE PRESENZE, NON RISPONDE AI CITTADINI, NEMMENO ALLE PROVOCAZIONI (GIUSTE) DEI CITTADINI NON PUO’ RAPPRESENTARLI
MI PIACEREBBE VEDERLO RISPONDERE E REAGIRE, ESSERE QUEL GESTORE DI COMPLESSITA’ CHE UN SINDACO E UN CAPO DEBBONO ESSERE
AD OGGI NESSUNA REAZIONE, SINO A QUANDO?