MONNEZZA & BALZELLI
Ho ricevuto come tutti, qualche giorno fa, l’avviso di pagamento per lo smaltimento dei rifiuti, scadenza 31 maggio. Una trentina di euro in più rispetto allo scorso anno.
Mia moglie si è recata allo sportello comunale per chiedere spiegazioni di così marcato aumento: “bisogna adeguare le tariffe alla legge che regola la materia”, è stata la risposta pronta e sbrigativa dell’addetto. Senza voler mettere una nuova croce sulle spalle del mio amico Dino Rossi, che è purtroppo sindaco commissariato dalla Margherita, mi sono chiesto: esiste davvero una legge che obbliga il cittadino a pagare una tassa salatissima per convivere con lo sporco e l’immondizia? Allora diamo a Cesare quel che è di Cesare. C’è un assessore che ha piena delega del sindaco per il controllo delle attività della società appaltatrice del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Risulta anche che il suddetto assessore, al pari degli altri, percepisca dalla municipalità un compenso mensile per assolvere al compito affidatogli. Spieghi, dunque, magari con un manifesto pubblico, se la tassa sui rifiuti sia dovuta per il loro smaltimento o per conviverci. Non è bello per noi cittadini pagare un fior di tributo per osservare da mattina a sera, in tutte le stagioni, lo scempio dei cassonetti pieni zeppi di robaccia. Spieghi anche perchè la cosiddetta raccolta differenziata sia andata completamente a pallino, visto che carta, plastica, vetro, medicinali, frigoriferi, letti, cessi, scaldabagni e altro, giacciono da mesi e mesi nei punti di raccolta senza che la ditta incaricata se ne preoccupi minimamente. Chiedo all’assessore, il quale ripeto ha piena delega del sindaco ai dovuti e obbligatori controlli, se si può ottenere dal Comune il totale rimborso della Tarsu in quanto il servizio fin qui svolto fa più schifo della monnezza sparsa per le strade del paese. La prego, assesssore, risponda. O restituisca la delega per manifesta incapacità.
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