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Dall'alto della piazza dell'Obelisco, imboccando la via del municipio vecchio, si raggiunge, dopo un breve tratto la chiesa e il convento di S. Francesco, il più celebre complesso monumentale della città.
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Tagliacozzo Incroce Vol.1: La icenna
agosto 19, 2010 – 9:06 am | 6 commenti

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Nelle stanze del convento

Scritto da reficul – maggio 13, 2007 – 10:13 amNessun commento

foto 8 Chiostro del Convento di San Francesco 225x300 Nelle stanze del conventoDall’alto della piazza dell’Obelisco, imboccando la via del municipio vecchio, si raggiunge, dopo un breve tratto la chiesa e il convento di S. Francesco, il più celebre complesso monumentale della città.

La presenza di S. Francesco d’Assisi nella Marsica è documentata da Tommaso da Celano, biografo del santo, ma non si ha nessuna testimonianza di un soggiorno del santo a Tagliacozzo e della fondazione da parte dello stesso di un romitorio per i suoi frati. L’origine della casa religiosa è sicuramente posteriore alla morte del santo; secondo gli storici dovrebbe risalire all’incirca alla prima metà del tredicesimo secolo. La chiesa originaria aveva il nome di “Santa Maria Extra Muros” ed era una delle poche costruzioni esistenti fuori dalle mura del castello. Accanto alla chiesetta addosso alla roccia, nacque un “Lucus Sancti Francischi” secondo un’antica tradizione fu aperto e abitato dal Beato Tommaso da Celano. La famiglia Del Ponte e i conti Orsini successivamente ne curarono il restauro e l’ampliamento e vi aggiunsero un piccolo convento, che accolse i primi seguaci condotti da Tommaso da Celano. Il luogo divenne ben presto un centro francescano di primaria importanza, sede principale dell’Ordine ed anche dello studentato dove si pratica lo studio di ogni ramo dell’umano sapere. Importante pagina storica si intreccia con le vicissitudini della chiesa: la battaglia dei Piani Palentini alla fine di agosto nel 1268. Terminato lo scontro con la disfatta di Corradino, Carlo d’Angiò si mise in marcia verso Roma e sostò per tre giorni (esattamente dal tre al sei settembre 1268) nella nostra cittadina; secondo alcune testimonianze si presume che sia stato ospitato proprio nel convento dei francescani e che i frati abbiano deciso di istituire la processione di ringraziamento per la vittoria riportata presumibilmente su invito del monarca. Il rito della processione si rinnova da allora ogni anno, benché, date le precarie condizioni di conservazione del legno della tavola quattrocentesca raffigurante la Vergine Assunta, oggi venga portata in processione una moderna e bellissima statua dell’Immacolata. Al 1516 è datato un altro rilevante evento: la traslazione del corpo del Beato Tommaso da Celano dal monastero delle Clarisse di Val de Varri: fu un’azione repentina e ardita; l’urna nel 1983 fu incassata nel muro sopra l’altare del Crocifisso e protette da una grata in ferro battuto. Agli inizi del XVII secolo avvenne una radicale trasformazione del convento: fu creato il chiostro, decorato con splendidi affreschi rappresentanti la vita di S. Francesco; al centro del chiostro fu scavata una cisterna, fu aperto un nuovo portone di ingresso, nella cui volta è stato affrescato l’albero genealogico delle diverse famiglie francescane e infine fu edificato il muro di cinta delimitante il convento. Nel 1809, a seguito del decreto napoleonico il convento, i cui locali furono ristrutturati dal comune di Tagliacozzo e utilizzati come scuole pubbliche, la chiesa fu lasciata in stato di abbandono. Furono inoltre rubati alcuni libri dalla ricca biblioteca del convento e furono sottratti alcuni quadri. Dopo il 1943 la chiesa, gravemente lesionata, fu chiusa al culto per restauri. Tutte le opere d’arte contenute al proprio interno furono trasportate nella vicina chiesa dei Santi Cosma e Damiano, comprese le reliquie del Beato Tommaso. I lavori durarono diversi anni. Il 3 dicembre 1961 il vescovo de Marsi, Monsignor Domenico Valeri, alla presenza delle autorità civili, politiche e religiose, consegnò la chiesa al Ministro Provinciale dei Frati conventuali. Fra le mura del convento e nella sua scuola si raccolsero studiosi di ogni branca; basti ricordare Andrea Argoli, astronomo e matematico; dimorarono nel convento anche sovrani, condottieri, cardinali. La chiesa di S. Francesco costituisce un piccolo ma pregevole scrigno di opere d’arte, in particolare spiccano il portale di stile gotico, la tavola dell’Assunta e il crocifisso ligneo del XVI secolo.
Anna Persia Susanna Salciccia Jessica Sanniti

Da Il Tempo venerdì 11 maggio 2007

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