O si vota o cambio la giunta
Scioglierà la riserva sulla giunta entro una decina di giorni il sindaco di Tagliacozzo, Dino Rossi (Partito democratico). Due le ipotesi secondo il primo cittadino: «o si tornerà al voto, oppure cambierò l’esecutivo».
Intanto dal Partito democratico arriva un duro aut aut anche agli altri tre esponenti del Pd: gli assessori Domenico Amicucci e Angelo Motta e il consigliere Gabriele Mastroddi . La spaccatura nella maggioranza, composta dal più numeroso gruppo dell’Aquilone e da quello minoritario del Pd, ha provocato dunque anche una rottura all’interno del partito di centrosinistra. «I componenti del gruppo consiliare del Pd», spiegano dall’esecutivo del partito «operano a titolo puramente personale e non hanno mai convocato preconsigli più volte sollecitati, né seguito le linee politiche suggerite fino a provocare l’attuale crisi». Per la segreteria del partito «il fallimento dell’attuale amministrazione non è imputabile al Pd di Tagliacozzo, estraneo a tali vicende». Il circolo ha quindi rivolto «un caloroso appello alle diverse anime della maggioranza affinché si dia una risposta concreta almeno in questa fase finale di legislatura», invitando il sindaco a dimettersi «se il programma non dovesse trovare attuazione». «L’unico obiettivo del partito», ha replicato l’assessore Angelo Motta (Pd) «è stato quello di fare tessere e di dare indicazioni sulle nomine. Parlando di cose concrete, invece, attendiamo ancora la posizione del partito sulla raccolta differenziata o la posizione sul revisore dei conti». «Entro pochi giorni», ha aggiunto il sindaco, «prenderò la decisione migliore per il bene della città». (p.g.)
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