Ospedale, insorge il comitato
Botta e risposta tra i cittadini e il direttore sanitario Romoli.
A Tagliacozzo aria di bufera e in una lettera inviata alla Regione si chiede la revoca degli accorpamenti.
Ci sono problemi per quanto riguarda la sanità marsicana e c’è già un botta e risposta tra il Comitato pro-ospedale di Tagliacozzo ed il Direttore sanitario dottor Edoardo Romoli il quale sostiene che gli accorpamenti effettuati all’ospedale di Tagliacozzo hanno il carattere della provvisorietà. Ma procediamo con ordine dando la precedenza ai…”fuochi di artificio” del Comitato tagliacozzano.
L’ordine di servizio riguardante la riorganizzazione temporanea dei posti letto nell’ospedale di Tagliacozzo, presenta «carenza di legittimità». Con questa motivazione, un comitato di cittadini interessati al grave problema che investe il presidio ospedaliero del centro turistico marsicano, guidato dalla dottoressa Rita Tabacco, ha inviato una lettera all’Assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca, chiedendo «la revoca del provvedimento della Asl datato 8 giugno 2006 a firma del Direttore sanitario dottor Edoardo Romoli». Secondo i sottoscrittori di tale nota, il firmatario dell’atto, cioè il dottor Romoli, «non è titolare di potere a riguardo». Tale provvedimento, che in definitiva dispone l’accorpamento dei due reparti di Chirurgia e Medicina, viene ritenuto «assolutamente inopportuno poiché viene a ledere gli interessi pubblici della collettività in un momento che precede il periodo estivo nel quale a Tagliacozzo, sede del Presidio ospedaliero, si verifica un forte e notevole afflusso di persone, provenienti anche da centri vicini». Come ormai è noto, la decisione di ridurre i reparti, scaturisce dalla forte carenza di personale, soprattutto infermieristico, alla quale né la Regione, né la stessa Asl diretta da Giancarlo Moroni, hanno saputo trovare soluzioni adeguate e immediate. Anche i sindacati, in una riunione convocata circa due mesi fa per discutere del problema, avevano messo in guardia i responsabili del settore Sanità, sia regionali, sia dell’Azienda sanitaria locale, sulla carenza di personale che si sarebbe aggravata in presenza della scadenza dei contratti a termine e dell’approssimarsi delle ferie estive, ma nessuna soluzione è stata adottata, se non quella di “ridurre”. «Per quanto sopra, conclude la missiva, si ritiene opportuno trovare una soluzione diversa, più aderente agli interessi dei cittadini e, propone con urgenza un incontro». Nel contempo, registriamo una telefonata al Messaggero proprio da parte del dottor Romoli, il quale rassicura che «il provvedimento cesserà di efficacia il 24 settembre prossimo, al termine delle ferie estive».
Romoli sostiene quindi che il personale ha diritto di usufruire delle ferie fino alla fine di settembre dopodiché sarebbe l’azienda a stabilire se concederle nel corso del restante anno. Ecco la ragione per la quale l’emergenza sussisterebbe fino a fine settembre. Basterebbe spiegarlo, possibilmente anche con un piccolo impegno scritto, al Comitato. (Il Messaggero)
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