Ospedali di Tagliacozzo e Pescina a rischio
Nel mirino il nuovo piano sanitario abruzzese. «Sulla costa cittadini di serie A, qui di serie B».
Nel corso di una conferenza stampa tenuta ad Avezzano i massimi esponenti di Alleanza nazionale hanno criticato la Regione.
I massimi esponenti regionali e territoriali di Alleanza Nazionale dissotterrano l’ascia di guerra in difesa dei piccoli ospedali.
Ieri mattina nella sede della federazione marsicana di via Monte Zebio, nel corso di una conferenza stampa, il segretario della federazione marsicana Francesco Sciarretta, l’on. Carla Castellani, il capogruppo alla Regione Alfredo Castiglione, il consigliere regionale Fabrizio Di Stefano, il consigliere provinciale Vincenzo Retico, assessori comunali e presidenti di circolo hanno dichiarato guerra senza mezzi termini al piano di risanamento del sistema regionale sanitario, elaborato dalla Giunta regionale abruzzese. Si sono schierati in campo aperto a paladini dei piccoli ospedali (Tagliacozzo e Pescina per la Marsica) delle zone interne, «avviati con tale piano – ha sottolineato Sciarretta – verso la loro chiusura funzionale». E dopo vent’anni di stillicidi, accorpamenti, ridimensionamenti, soppressioni di reparti e posti letto, rivolte popolari e scioperi generali, ecco partire nuove critiche, stavolta nei confronti del presidente della Regione e dell’assessore alla sanità «i quali – sottolinea Francesco Sciarretta – non hanno fatto altro che rielaborare il vecchio piano di Antonio Falconio, che portò alle manifestazioni popolari di Tagliacozzo e Pescina». Per Fabrizio Di Stefano, nonostante le numerose e sollecite rassicurazioni, la situazione è pressoché drammatica. «Questo piano – sostiene – non tiene affatto conto della negativa ricaduta economica a fronte di tali ridimensionamento dei piccoli ospedali che, si sa, non chiuderanno mai fisicamente le porte, bensì verranno trasformati in tranquille e serene case di riposo per anziani». E per finire l’on. Carla Castellani invita ad attivare sull’intera regione un meccanismo di estesa protesta. «Poiché – afferma – la sanità deve produrre salute e benessere e quindi non può considerare cittadini di serie A i residenti sulla zona costiera e di serie B coloro che risiedono nelle zone interne. Tagliacozzo e Pescina somigliano per peculiarità a Castel di Sangro. Castel di Sangro resta ospedale, Tagliacozzo e Pescina, no. Perchè?». (Il Tempo)
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