Pena confermata per Mauro Venturini
L’AQUILA – Pena confermata per Mauro Venturini. L’uomo di 48 anni, nativo di Tagliacozzo, è accusato nel 1993 di aver ucciso la moglie Maria Luisa Serafini Tellone.
La Corte d’assise d’appello, infatti, ha confermato ieri la pena inflitta in primo grado a Venturini che uccise la moglie trentatreenne e gettò il corpo nel pozzo. All’uomo, quindi, è stata riconfermata la condanna a sedici anni di reclusione per omicidio volontario emessa il 25 settembre del 2001, con il rito abbreviato, dal Gup del Tribunale di Avezzano. La vicenda, nota come il “delitto del pozzo”, cominciò nel ’93 con l’improvvisa scomparsa della donna dalla sua abitazione di Sfratati; all’epoca dei fatti si parlò di una fuga d’amore. I resti di Maria Luisa furono invece ritrovati all’interno di una cisterna nelle campagne di Tagliacozzo. Una fine incredibile seguita da lunghe e attente indagini che portarono ad un colpo di scena. La giovane trentatreenne era morta per mano del marito. Maria Luisa Serafini Tellone, infatti, lasciò la casa di Sfratati dicendo di voler seguire un albanese del quale si era innamorata. Della donna non si ebbero più notizie per diversi anni fino a quando alcuni cacciatori individuarono un corpo dentro una cisterna. Attraverso l’esame del Dna dei resti decomposti fu possibile risalire all’identificazione del cadavere che era quello di Maria Luisa. Il marito confessò e fu arrestato. Ieri i difensori di Venturini, avvocati Antonio Milo e Leonardo Casciere, avevano chiesto la derubricazione dell’accusa in omicidio preterintenzionale e la concessione dell’attenuante della provocazione, ma i giudici dell’appello sono stati di diverso parere. Gli stessi legali hanno annunciato ricorso per Cassazione.
Da Il Messaggero
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