PIANTO…ANTICO
Cosa c’entra questo titolo con la poesia di Giosuè Carducci dedicata al figlioletto Dante, prematuramente scomparso? Nulla.
Sta lì soltanto per introdurre un tema sul quale, ormai da un anno, piange la città. Taliacotium.it propone un sondaggio (in verità poco partecipato), in cui chiede quale, fra le ultime tre amministrazioni, sia da considerarsi la migliore. La candida Priscilla suggerisce l’inserimento di una ulteriore opzione: nessuna delle tre. Chissà se ha ragione. Ma perchè così cocente delusione, dopo tante aspettative alimentate dall’entusiasmo di poter licenziare al più presto Giampietro Pendenza? I nuovi “eletti” hanno tradito l’impegno preso con gli elettori ed agitato, da subito, la bandierina di appartenenza. Cittadini truffati, risultati scontati. Dino Rossi paga il prezzo più alto del deragliamento. Perde faccia e consenso. E non per sue colpe. L’”operazione” rinnovo della commissione comunale della Margherita conclusasi come tutti sappiamo, non è estranea alla situazione di blocco che visibilmente si riscontra. E anche i Ds fanno la loro parte con l’azione di interdizione che esercitano all’interno degli organismi comunali, per facilitare, domani, la nascita del futuro Pd. Tira di qua, tira di là, l’equilibrio all’interno del gruppo “Insieme” si è rotto e si è dato luogo alle più infantili e pretestuose polemiche per emarginare, logorare e infangare gli estranei alla casa madre. I fatti ci riportano improvvisamente all’antico. E il sindaco Dino Rossi, stretto ogni giorno di più tra l’incudine e il martello, non sa più che pesci pigliare e paga dazio in termini di credibilità politica e, cosa ancora più grave, in termini di prestigio personale. E allora, di chi le responsabilità? Dell’antico, appunto. Dell’antico metodo della politica delle clientele, della tutela degli amici degli amici, dell’antico metodo della politica in cui le mosche cocchiere, piene di invidia e rancore verso chi, in grado di emergere e primeggiare, praticano e predicano il falso e il pregiudizio, l’odio e la calunnia. Di questo antico, Tagliacozzo non ha proprio bisogno perchè costituisce la peggiore espressione della politica, politica sostenuta dall’ambizione sfrenata unita al vuoto operativo, da un esibizionismo ridicolo e goffo condito da una insopportabile spocchia. Basta con l’antico, non vogliamo più piangere a causa dell’antico.
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