Promossi e bocciati -Parte seconda-
Come è giusto che sia, la prima parte di PROMOSSI E BOCCIATI collegata all’articolo da me inserito da “IL CENTRO”, credo che sia stato letto quasi esclusivamente da calciofili, dei quali per altro mi sento anche io di far parte, anche se non è esclusivamente a loro che è indirizzato.
Parlavo di prima parte perché questa ne è la seconda:
Leggendo l’intervista dell’attuale Presidente della squadra del Tagliacozzo Andrea Liberati rilasciata lo scorso martedì a “IL CENTRO”, ho avuto modo di rendermi conto che, nonostante passino gli anni, il problema N° 1 relativo alla gestione della società sportiva continua ad essere lo stesso: critiche tante e da tutti, compresi anche quelli che dovrebbero stare ZITTI, collaborazione attiva poca, contributo economico sempre dagli stessi volenterosi personaggi, ai quali nell’ultimo periodo se ne sono aggiunti altri, sempre pochi, grazie al lavoro di coinvolgimento fatto dallo staff degli encomiabili attuali dirigenti.
Sotto questo aspetto l’unica vera differenza rispetto alle passate gestioni, sta nel fatto che i precedenti Presidenti avevano di loro una notevole forza economica e riuscivano quindi a sopperire alla mancanza di ulteriori finanziatori e validi collaboratori.
Questo ha secondo me mal abituato chi POTEVA e non FACEVA trincerandosi dietro un “Tanto i stanno visti che de sordi ne tenno tanti e i ponno pure caccià”.
Non è così miei cari perché la squadra del paese di cui porta il nome è di noi tutti.
Vi faccio due banali esempi, che si aggiungono a quello già riportato di Bixio Liberale: Castel di Sangro e Celano.
Queste sono due realtà dalle quali abbiamo molto da imparare e non dimenticate che stiamo parlando di due paesi che, in termini di abitanti e risorse economiche, sicuramente non sono più importanti del nostro.
Al di la di sicure capacità organizzative (vi invito ad esempio a visitare il sito internet del Celano Olimpia) il supporto economico è sempre stato fornito da tutti gli appartenenti alla comunità, in rapporto alle proprie possibilità.
Provate per un’attimo ad immaginare, se tutti i pubblici esercizi di Tagliacozzo che sino ad ora si sono esulati dal coinvolgersi, partecipassero con un contributo di 500.00 € annui per uno, senza per una volta dire “Ma i a da mette i stessi sòrdi de vio che incassa jo duppio de velo che incasso i e allora non te engo na lira”, quello che si potrebbe fare.
Rimanendo con i piedi ben piantati per terra, ve lo dico io cosa:
1: avere una squadra tra Eccellenza e CND non fine a se stessa ma al servizio del punto 2;
2: avere un settore giovanile capillarmente organizzato che consenta ai tanti bambini di fare sport che è, se ben gestito, un sano momento di aggregazione. Questo è lo sport più praticato in Italia, anche se secondo qualcuno poco nobile, ma se è questo quello che i bambini scelgono di fare è giusto che ciò avvenga nelle migliori condizioni e con l’ottimizzazione delle risorse a disposizione (vedi punto 3);
3: miei cari, a Tagliacozzo abbiamo 2 impianti sportivi per il calcio ed è il caso di farne buon uso. Come? I modi sono tanti. Oltre alla già citata nostrana scuola calcio, si potrebbero organizzare dei centri estivi di addestramento, offrire a squadre professionistiche e non la possibilità di fare da noi i ritiri pre-partita, ecc.
Credo che questo potrebbe addirittura creare anche qualche sano posticino di lavoro e un sano ritorno economico per il paese.
Ora tutto questo che vi ho noiosamente costretto a leggere, si conclude con l’esternazione di una mia profonda preoccupazione relativa alla già nota situazione che si sta creando con la nascita di una nuova società calcistica: che cosa succederà quando anche questa chiederà l’utilizzo degli impianti? Che posizione prenderà il Comune? Vogliamo iniziare a pensare allo scenario che ci aspetta con il coinvolgimento di politici e autorevoli personaggi che si schierano da una parte o dall’altra dando vita a diatribe senza fine?
Secondo me siamo ancora in tempo utile per rimediare a quello che potrebbe essere un’errore più grande di quanto si possa pensare e che potrebbe avere conseguenze ancora peggiori oltre al già citato cattivo insegnamento che i bambini ne trarrebbero.
Ripeto: chi può intervenga rapidamente per mediare questa situazione che deve essere assolutamente ricomposta, con il buon senso e la disponibilità di tutte le parti coinvolte.
Caro Assessore allo Sport, che domenica dal “LEO ATTILI” eri assente sia come figura istituzionale e, ancor di più, come ex calciatore, capitano e colonna di questa Squadra, potresti adoperarti tu che ne hai le competenze e le conoscenze.
Buon lavoro a NOI tutti.
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