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giugno 30, 2011 – 6:18 am | Nessun commento

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Storia della Piscina

Scritto da – luglio 8, 2010 – 2:07 pmUn commento

foto49 300x205 Storia della PiscinaVilla Bella, Villa Paradiso, per noi era (e tuttora è) semplicemente la “Piscinaâ€. Le altre non sono che simil-acquepiper delle Cannaine o acque per quattro papere della Piccola Svizzera.

Alla Piscina, quella vera, si andava a piedi, con ciabattelle e borsa a tracolla. Si poteva scegliere tra abbonamenti di diverse lunghezze, sperando nella clemenza della stagione. Superata la gentile Rosella alla cassa, toccava inabissarsi negli spogliatoi sotterranei. Tra le vasche facevano buona guardia diverse generazioni di fieri bagnini: Francesco Liberati, Riccardo Ronchetti, l’eterno Linuccio Pinori e, su di un piedistallo inarrivabile al di sopra di tutti (gli altri non me ne vorranno), l’impareggiabile Franco Casale, uno dei maggiori miti della tagliacozzanità. Torsi nudi, petti villosi e fare strafottente, i bellimbusti nostrani accoglievano le villeggianti nel più classico dei modi: con un’aria di divertita e divertente superiorità, da latin lover orgogliosi dei propri natali. Dolce vita tagliacozzana.

Nei saloni interni c’era il bar, che metteva a disposizione due tavoli da ping pong. Il juke box lanciava “Bellissima†e “Azzurro†e Giulietto batteva il ritmo con piede sapiente. Fuori c’era la pista di pattinaggio, buona anche per le serate musicali e danzanti. Sdraio e lettini erano disposti fin sopra le gradinate, da cui sembrava più vicina la pineta, quasi se ne potesse sentire il fresco e profumato respiro. Dalla parte di sotto, nel campo di tennis in terra rossa, si disputavano tornei serali di calcetto, dominati dai “farchetti†de ‘nsullatera trascinati da Vincenzino Valcareggi.

C’era la piscina dei piccoli e quella dei grandi, profondissima e gelatissima: l’acqua, captata direttamente dalla sorgente, cominciava a scaldarsi quando l’estate volgeva ormai al termine; al primo temporale di agosto le temperature si riabbassavano e toccava prepararci mentalmente alla interminabile stagione fredda.

I veri eroi si gettavano a pesce dal terzo trampolino: Pino Calimero, Armandino Ravioli e pochi altri. Fin qui arrivano, a ritroso, i miei ricordi, con un vaghissimo riecheggiamento di un colpo di pistola che interruppe bruscamente una serata affollata.

L0953 300x215 Storia della Piscina

Prima, mi dicono, la Piscina era gestita dalla GIL e dalla Società Sportiva del Tagliacozzo calcio. Tra gli anni sessanta e i settanta, il grande Middio Casale portò al massimo la gestione e l’organizzazione degli spettacoli serali. Anche successivamente, le annate migliori furono quelle comunque rette dalla famiglia dei “Ruscittiâ€. Il complesso era utilizzato anche al di fuori della stagione estiva, in occasione di feste e nei veglioni di Carnevale e Capodanno.

Alla fine degli anni Settanta cominciò l’inesorabile declino. Noi ragazzini scavalcavamo per andare a spippacchiare di nascosto i primi mozziconi di sigaretta o per giocare a pallone nel polverone della terra rossa. Ad un certo punto il campo da tennis fu asfaltato e nello spazio coperto fu costruita una palestra, che tuttavia ebbe vita breve. Fu la volta della disastrosa gestione diretta del Comune, con l’assessore al turismo Carlo De Santis, detto Spallino, che faticava a far lavorare le dipendenti. Più tardi toccò a Dino Rossi, Cervellini fu incaricato per alcuni lavori di sistemazione, ma il destino era ormai segnato: fu la chiusura.

Un colpo di coda si ebbe nel 1987. Con Marione e Bobbi Buzzelli organizzammo il primo torneo di pallavolo con squadre miste di ragazzi e ragazze. Lo spirito era assolutamente non agonistico, tanto che alla fine prevalse la nostra non irresistibile squadra degli “After Midnightâ€. Molti si presentavano in campo coperti da simpaticissime maschere collettive. Fu un gran divertimento e un grande successo di pubblico. La sera, dietro la fontanella, c’era la ressa attorno alla bacheca che riportava partite e classifiche: era l’occasione per il lancio di sfide e sfottò.

Nella giornata conclusiva organizzammo una caccia al tesoro per le vie del paese. L’ultima prova era una gara culinaria: la nostra ghiotta giuria si sedette ad assaggiare e giudicare i piatti su alla Piscina, alla pista di pattinaggio. Dopo cena ogni squadra inscenò un piccolo spettacolo e poi, con le musiche degli Occhiuzzi e di Casimiro e Scanna presentate dall’esordiente Alessandro Greco, ci fu la premiazione finale. Che serata memorabile!

Nello stesso periodo, sempre alla Piscina, i fratelli Poggi dell’albergo Marina organizzarono le “Tagliacozziadiâ€, una sorta di giochi senza frontiere locali con varie prove da disputare in acqua. Anche per loro il risultato fu eccellente.

Il torneo di pallavolo ebbe diverse riedizioni (famosa quella dominata dai “Demoliscion†Tommy e Fabbro), ma dopo qualche anno si spense, tra l’altro, per mancanza di autorizzazioni da parte del Comune.

Un’iniziativa che avrebbe potuto cambiare il corso delle cose fu quella che tentammo nei primi anni Novanta: in nove (oltre a noi tre della pallavolo, c’erano Baldi, Mauretto, Enzo Tolli, Tonino Novella, Danilo e Domenico Magnumegno per il bar) costituimmo la cooperativa “Villa Paradisoâ€, pronti a prendere in gestione tutto il complesso, ormai cadente, senza oneri per le casse pubbliche. Motivati da un vitale, giovanile entusiasmo, avevamo dei progetti straordinari: oltre alle vasche, volevamo riattivare il tennis con i corsi di Bobbi e Tonino, il calcetto con le illuminazioni, un locale per le serate, la palestra e lo spazio interno per eventi, convegni, concerti, spettacoli teatrali e manifestazioni culturali varie, una parete di roccia artificiale e così via. Oltre a noi, contavamo che già a partire dalla prima estate almeno una ventina di persone avrebbero potuto trovar lavoro a Tagliacozzo senza la necessità di trasferirsi altrove. Forse era troppo, visto che non eravamo allineati alle correnti democristiane dell’epoca, capeggiate da Franco Giovagnorio e Giampietro Pendenza. In effetti, dopo varie promesse e tanti scaricabarile, con un assurdo balletto tra Comune e Regione che fingevano di contendersi la proprietà di quel rudere, la questione si risolse in uno spreco di soldi e tempo. Ognuno di noi trovò un lavoro diverso e la Piscina continuò a degradare sotto i colpi sempre più violenti dei vandali. Non ci restava che continuare a scavalcare per giocare a calcetto, a pallavolo, a mini-tennis. Personalmente, non potrò mai dimenticare le sfide infinite con Luca Poggi.

Un’ultima, momentanea ripresa, si ebbe nel 1995: uno dei primi atti della nuova amministrazione retta da Vincenzo Casale fu la autorizzazione per lo svolgimento del torneo estivo organizzato dalla società di pallavolo di Gabriele Venturini, Emanuele Natz e Franco Santini. Con un folto gruppo di volontari, andammo a ripulire per l’ultima volta gli spazi dove si doveva svolgere la competizione. Sotto, nel vecchio campo da tennis, Francesco Basile con un suo socio avrebbero voluto dar vita ad un torneo di calcetto: dopo qualche tempo l’erba sintetica fu riallotolata e tutto…andò in fumo. Il torneo di pallavolo ebbe luogo, ma ormai la tradizione era spezzata e subito dopo il complesso di Villa Paradiso fu di nuovo, definitivamente condannato all’incuria.

Evviva, si inaugura l’ippodromo.

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Un commento »

  • giovjaco scrive:

    In realtà questo articolo, che Reficul ha voluto gentilmente riproporre, è di qualche anno fa, quando appunto si inaugurava l'Ippodromo.

    Mi sembra comunque piuttosto attuale, non solo perchè si tratta di una storia ma perchè nel frattempo poco è cambiato: si sono fatti dei lavori (con un parcheggio sotterraneo!) ma la Piscina, per come la intendiamo e la vorremmo noi, è ancora lontana da una degna rinascita.

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