Venerdì, sabato e domenica comincia la vera estate.
Tagliacozzo le porgerà il benvenuto con l’ormai tradizionale festa del Rinascimento. Per tre giorni si tornerà all’antico, allo splendore dei secoli in cui “Taleacotium caput Marsorum”,
tracciava sui libri della grande storia i segni indelebili del suo fulgore. Ad “Ascanio”, allievo di Benvenuto Cellini, è dedicata ogni anno la storica rievocazione. Riapriranno le antiche taverne del centro storico, dove si dovrebbero gustare i piatti della cucina di quella luminosa epoca. Il condizionale è d’obbligo dopo l’infelice e deludente conclusione della scorsa edizione, passata agli annali come il più disastroso e insignificante allestimento dell’evento, trasformato inopinatamente in una volgare e dozzinale sagra delle minestre. Si ricorderanno i prezzi inaccessibili, la scadente qualità delle vivande, l’imperdonabile sceneggiatura della austera piazza dell’Obelisco e dell’intero borgo antico offesi da tavoli, sedie e posateria di plastica colorata. Tutto è pronto per accogliere le migliaia di turisti che invaderanno vicoli, larghi e piazze. Il conto si potrà pagare con il “bolognino” (Tagliacozzo batteva anche moneta), disponibile all’apposito stand che la Banca del Credito Cooperativo di Roma ha fatto riprodurre. La manifestazione prenderà il via alle 11,30 con i banditori armati di tamburi e chiarine ad annunciare l’apertura della manifestazione. Sempre venerdì, nella sala consiliare del Comune, alle ore 17 il professor Andrea Gareffi, ordinario di letteratura italiana all’Università ìTor Vergata” di Roma, terrà una conversazione sul tema ìIl Rinascimento: quando nascono le buone maniere”. A seguire il corteo della Duchessa con centinaia di figuranti in costume, sbandieratori, armigeri e tamburini. E per tre giorni sarà un susseguirsi di eventi con esibizioni di musici, mostre di artigianato e antiquariato, teatro di strada, fiaccolate, visite nelle botteghe degli antichi mestieri. Ecco, per tre giorni a Tagliacozzo non ci si potrà annoiare. Resta soltanto da augurarsi che le strade siano agevolmente percorribili e che l’organizzazione della festa abbia previsto tutto: dai servizi di necessaria vigilanza, allo smaltimento del traffico nei punti nevralgici della città. (Il Tempo)
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